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Minibond e PIR, ecco la ricetta di Zenit SGR per finanziare l'economina reale


Negli ultimi tempi si parla sempre più di PIR e meno di minibond, eppure quest'ultimi continuano a crescere. Circa 270 emissioni dal 2013 ad oggi per un totale di 13 miliardi di euro. "Tra gli elementi a favore di questo strumento troviamo innanzitutto la diversificazione delle fonti di finanziamento e la riduzione della dipendenza dal sistema bancario", spiega Giovanni Scrofani responsabile del Fondo Progetto MiniBond Italia di Zenit SGR. E l'elenco dei motivi per investire in minibond è decisamente amplio: "Personalizzazione del piano di rimborso del prestito secondo le effettive esigenze finanziarie della società; possibilità di strutture bullet o semi amortizing; apertura al mercato dei capitali; occasione di miglioramento della governance e dei sistemi di controllo interno; miglioramento del rating verso il sistema bancario con conseguente opportunità di riduzione del costo del debito;  possibilità di finanziare progetti che per durata/caratteristiche non sono tradizionalmente percorribili attraverso il canale bancario".

Zenit continua a finanziare l’economia reale e ad investire nelle PMI italiane. Di recente la SGR indipendente ha sottoscritto attraverso il Fondo Minibond e i fondi PIR, per un importo pari a 12,5 milioni di euro, i prestiti obbligazionari emessi ai sensi della legge 134/2012 da Renco Group S.p.A., GIDA S.p.A e Centrale del Latte d’Italia S.p.A. I prestiti obbligazionari finanzieranno gli investimenti a supporto dei piani di sviluppo delle società. “Gli investimenti del fondo Progetto MiniBond Italia proseguono a ritmo sostenuto, - ha commentato Scrofani e oggi siamo molto soddisfatti di poter supportare, attraverso il nostro fondo di private debt, i progetti di sviluppo di consolidate realtà dell’imprenditoria italiana leader nei loro settori di riferimento. Ad oggi, il fondo MiniBond Italia ha investito 45,5 milioni di euro in 16 differenti emissioni, a fronte di un fund raising complessivo di 80,25 milioni”.

PIR e minibond, un connubio che può funzionare? "Sono entrambi strumenti al servizio della crescita dell'economia reale. Ma non bisogna fare confusione", avverte il gestore. "I PIR sono veicoli che canalizzano gli investimenti in fondi aperti sia azionari che obbligazionari (e di cui una parte può essere allocata in PMI), mentre i MiniBond sono strumenti di debito che le PMI emettono per finanziarsi e che sono oggetto di investimento di fondi principalmente chiusi. Sono quindi sottoscrivibili da una clientela diversa rispetto a quella che sottoscrive un PIR".

 

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