Milano, smart city


Il processo di urbanizzazione sembra non arrestarsi.

Oggi il 50% della popolazione mondiale vive nelle città e ci si aspetta che, entro il 2050, questa percentuale cresca fino al 70%. È un cambiamento epocale. Le città sono diventante il centro nevralgico dell’economia mondiale. “Questa tendenza ha diversi lati positivi tra cui lo sviluppo di economia di scala e di scopo”, spiega Paolo Paschetta, country head per l’Italia di Pictet Asset Management. “Diventa molto più semplice trovare soluzioni smart adatte a un’area circoscritta”.

In questo contesto si inserisce anche Milano. Grazie all’Expo, il Capoluogo lombardo ha saputo cavalcare questo trend: “Ci sono stati grossi investimenti sul piano urbanistico con la riqualificazione di diverse zone, pensiamo a Isola, City Life, la Darsena che hanno cambiato il volto della città. Oggi troviamo aziende come Starbucks, Apple e Microsoft che hanno deciso di investire nel nostro Paese”. Ma non solo, è stato riconcepito il concetto di spostarsi. “La diffusione del car sharing, del bike sharing ne sono l’esempio”, spiega Paschetta. 

Per riuscire a cogliere al meglio le opportunità nascoste dietro a questi cambiamenti, Pictet AM ha lanciato Pictet-SmartCity, un fondo azionario che investe nei megatrend legati al tema. “Ci troviamo di fronte a cambiamenti che vanno a modificare la vita quotidiana di intere popolazioni trasformando bisogni ed esigenze”.  Il concetto di innovazione è fondamentale. Se l’azienda non sa adattarsi ai cambiamenti non solo perde quote di mercato, ma rischia di essere spazzata via dai competitor. Il tema smart city è supportato da ben quattro megatrend: 

  • Crescita demografica: secondo le stime, da qui al 2050, la popolazione passerà da 6 miliardi a 9 miliardi; 
  • Sviluppo economico: entro il 2050, l’80% del PIL mondiale verrà prodotto negli agglomerati urbani; 
  • Sviluppo tecnologico: l’innovazione tecnologica sta ridisegnando il modo di vivere le città;
  • Sostenibilità: parte integrante del concetto di smart city.

“Le città sono la principale causa di inquinamento del nostro pianeta. Tra i 17 principi delle Nazioni Unite, l’undicesimo si concentra proprio sulla creazione di città sostenibili”, ricorda Paschetta. Il portafoglio è composto da circa 50 titoli azionari che investono con una logica di medio-lungo periodo. Il gestore segue tre macroaree di investimento:

  • Building the city: investimenti in infrastrutture;
  • Running the city: investimenti in società che sviluppano servizi di base per vivere la città, come la telemedicina, pagamenti digitali etc.;
  • Living the city: investimenti in quelle società all’avanguardia nel ripensare il modo di vivere la città, come i progetti di co-working, co-living.

“Il fondo è adatto alla parte satellite di portafoglio per aumentare l’esposizione ai mercati azionari”, conclude Paschetta.

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