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MiFID II, un consulente finanziario all'altezza


Negli anni ottanta l’inflazione era al 20% e gli italiani avevano paura di tenere i soldi sul conto corrente. Era stato ideato il conto fondo, ossia quel servizio che, quando il conto corrente superava una certa cifra, il capitale veniva investito automaticamente in un fondo obbligazionario. Al tempo, quindi, la liquidità nei portafogli veniva disincentivata. Oggi, invece, si assiste a un fenomeno inverso: gli italiani preferiscono mantenere il capitale non investito. Ma cosa è cambiato? “Prima di tutto l’inflazione, il problema dell’investimento del risparmio è sceso nella graduatoria del valore delle persone. Questo significa che i clienti non hanno bisogno di consulenza? Ne hanno bisogno di più di prima, ma una consulenza diversa”, spiega Massimo Scolari, presidente di Ascosim.

Non è la prima volta sentir parlare del fatto che in Italia il livello di educazione finanziaria sia molto basso. Secondo Scolari, “la cultura finanziaria è bassa anche a causa delle stesse istituzioni. La pubblicità di rendimenti ha diseducato una generazione che è stata abituata a guardare solo il risultato nel breve termine. I Bot e i titoli di Stato hanno illuso per molti anni i risparmiatori che desideravano una remunerazione senza alcun rischio. Ma, a mio avviso, le persone non sono cosi diseducate come si crede”.

Secondo Daniele Albini, direttore commerciale di Solfin SIM SpA, "quando si parla di educazione finanziaria non dovremmo rivolgerci solo al risparmiatore. A mio giudizio, non bisogna educare solo il cliente e i suoi familiari, è necessario aumentare il livello di professionalità di chi opera a contatto con il cliente. Inoltre, ciò che è stato osservato da Luca Mainò, co-fondatore di Consultique SpA, è che le persone che si rivolgono alla consulenza finanziaria indipendente sono molto più preparate rispetto alla media. “I nostri clienti hanno già una buona preparazione sul mercato dei prodotti”.

MiFID II e l’educazione finanziaria

“Per una buona educazione finanziaria è opportuno abbandonare la retorica e capire che l’Italia è cambiata, anche perché sempre più integrata in un contesto europeo. I consulenti giovani dovranno essere molto più preparati per affrontare questa sfida”, riconosce Scolari.

La MiFID II è una grande opportunità per la consulenza finanziaria. Secondo Mainò, “gli investitori dovrebbero affidarsi a un soggetto indipendente che li possa supportare nelle proprie decisioni legate a tutti gli aspetti del proprio patrimonio”. Secondo il parere di Albini, “La normativa permetterà di sviluppare nuove skill, ma per rispondere alle esigenze dei clienti, le SIM e i loro consulenti finanziari dovranno avere il supporto dei principali canali di vendita (banche e poste) per offrire un servizio adeguato alle esigenze singole di ogni cliente".

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