MiFID II: come giustificare il pagamento delle retrocessioni


Ambrosetti Asset Management è una SIM che si occupa di analisi al servizio di asset manager da più di 15 anni. “La società è nata con l’obiettivo ben preciso di trasferire agli asset manager il nostro know-how proprietario, rappresentato da un sistema di analisi, che ci permette di garantire efficienza su tre aree: asset allocation, asset selection, e market timing”, spiega il presidente Riccardo Ambrosetti. “Con il tempo, ci siamo resi conto che i sistemi di analisi tradizionali sono diventati obsoleti e molto spesso non riescono più a descrivere la realtà. Basti pensare, ad esempio, all’analisi fondamentale che non è più in grado di spiegare il valore di aziende innovative, come possono essere Google o Tesla, perché tale valore non più espresso da beni materiali, ma da intangibles”. Degno di nota è il tasso di successo del modello proprietario Ambrosetti AM, che arriva al 70% delle raccomandazioni.

L’azienda offre servizi di portfolio strategies ed investment ideas a gestori patrimoniali, di fondi, Sicav e di beni di proprietà. Con l’avvento di MiFID II la società ha allargato l’offerta di servizi anche a tutti quegli investitori professionali che non possono permettersi l’analisi in-house. “Non abbiamo bias geografici e neppure di prodotto”, spiega il presidente. “Il nostro modello sistematico viene applicato a tutti gli strumenti finanziari come un farmaco ad ampio spettro. Selezioniamo quindi strumenti attivi, passivi, azioni, obbligazioni, derivati, e qualsiasi altro strumento liquido”. Questo modello è stato sviluppato analizzando oggettivamente i dati e “Sulla base di questi siamo in grado di predire l’andamento degli strumenti finanziari, quindi le tendenze attese, i target di salita e di discesa e le oscillazioni”, spiega Ambrosetti. Ci siamo resi conto che i comportamenti umani tendono a ripetersi e ancora di più nel caso in cui prendiamo in esame una folla”.

Perché MiFID II è un’opportunità per Ambrosetti

Con l’introduzione di MiFID II i risparmiatori saranno più sensibili ai prezzi del prodotto. Questo ha creato moltissimi dubbi sul tema retrocessioni. Il legislatore ha ammesso il pagamento delle retrocessioni (rebates) solo nel caso in cui ci fosse un servizio con un valore aggiunto secondo di criteri di proporzionalità. “Secondo questo criterio, significa che se io ho trenta milioni di rebates, devo dare un valore aggiunto al cliente di 30 milioni, ma ciò non significa che devo spendere 30 milioni - spiega Ambrosetti - significa che, avvalendomi di un advisor qualificato esterno, posso sfruttare le sue economie di scala per l’analisi e la ricerca, generando tale valore aggiunto ma con un impatto economico inferiore eliminando ogni forma di conflitto d’interesse”.

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