Mercati: un ripasso dei principali eventi dell’estate


Solitamente agosto è considerato un mese tranquillo per il settore finanziario, ma eventi come la crisi dei mercati azionari asiatici del 2015 o dell'Eurozona nel 2012, o ancora lo shock petrolifero del 2014 ci insegnano che non bisogna mai abbassare la guardia. Tuttavia, dopo essere sopravvissuti alla doppia crisi sanitaria ed economica, i mercati si sono presi una pausa durante i mesi estivi. Il che non significa di certo che non abbiano registrato alcun movimento. Ecco quali sono stati i più rilevanti.

1. Nuovo massimo storico per l’S&P 500

Il 19 agosto l'S&P 500 ha chiuso a un nuovo massimo storico facendo del crollo dovuto al COVID-19 solo un brutto ricordo. È doveroso, tuttavia, soffermarsi sulle sfumature di questo rialzo, perché gli aumenti non sono stati distribuiti in maniera equa. Per la prima volta nella storia, i settori growth (tecnologia e sanità) rappresentano oltre il 50% della capitalizzazione dell'S&P 500, come si evince in questo grafico fornito da John Plassard, di Mirabaud AM:

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Quella settimana Goldman Sachs ha aggiornato le sue previsioni per l'indice USA, prevedendo che avrebbe chiuso l'anno a oltre 3.600 punti. Esistono giustificazioni per tale ottimismo? In parte, sì. Molte delle grandi società di e-commerce hanno presentato risultati meno negativi del previsto per il secondo trimestre, registrando nel terzo trimestre vendite decisamente migliori di quanto ci si aspettasse (grafico di Plassard):

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Sono tre i temi caldi che influenzano il mercato azionario americano. In primis, i verbali della Fed rilasciati a fine agosto. Sebbene non contenessero sorprese, la loro pubblicazione ha deluso alcuni investitori. Secondo Tristan Hanson, gestore del team Multi-Asset di M&G, ciò è dovuto alla mancanza di indizi su nuove misure, come il controllo dei tassi di interesse su lunghi periodi della curva, nonché alla mancanza di chiarezza nei suoi obiettivi a lungo termine e di maggiori dettagli sulle future politiche monetarie.

Inoltre, riporta al centro dell'attenzione anche le discussioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Nelle ultime settimane gli USA hanno imposto restrizioni alle operazioni con aziende come Huawei o TikTok nel Paese. Anche se l'accordo della Fase 1 è stato mantenuto, se le tensioni dovessero crescere la controversia potrebbe essere riattivata. E infine, va ricordato che mancano poche settimane alle elezioni presidenziali. Joe Biden è in testa ai sondaggi contro Donald Trump e ha già un vice presidente. Kamala Harris, anch'egli candidato democratico, ha vinto la nomina, segno che porterà politiche più in linea con le preferenze del mercato rispetto a quelle di Elisabeth Warren, una delle altre aspiranti al ruolo.

2. L’ennesimo ritorno del value

“Il value è tornato!”, si è sentito gridare più volte. E in effetti per diverse sessioni in borsa così è stato. La scommessa vincente durante il crollo dovuto al COVID è stata assumere posizioni lunghe sul growth statunitense rispetto al value, ma i gestori stanno iniziando a ruotare i loro portafogli. È quanto si evince nell'ultimo sondaggio pubblicato dal BofA.

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Il movimento è ancora timido e la tendenza verso la tecnologia e la salute persiste nel complesso. Durerà? "Con pochi segnali di aumento dell'inflazione e dei tassi d'interesse, il rally del value potrebbe non avere una base sufficiente per continuare", dubita Laurent Denize, co-responsabile degli investimenti globali presso ODDO BHF.

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Il differenziale di rendimento del growth rispetto al value non è mai stato così ampio. Potrebbe trattarsi di un'opportunità senza precedenti ma c’è un però. Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a questa argomentazione. Il grafico di Schroders riportato in basso evidenzia come il value abbia gravemente sottoperformato per diversi anni. A Nick Kirrage, gestore di Schroders, questo momento ricorda il film di Forrest Gump, dove il protagonista viene premiato per la sua determinazione. "Quando guardo un grafico come questo, penso a due cose. O questa volta, per qualche ragione, è diverso o siamo di fronte a un'opportunità di buyout generazionale, rispetto ad altri investimenti di capitale che gli investitori possono fare in questo momento", afferma.

3. L'oro segue la sua scia.

Per la prima volta nella storia il prezzo dell’oro ha superato il livello di 2.000 dollari per oncia. È interessante notare che, mentre gli asset di rischio si sono ripresi fortemente, gli investitori hanno anche raddoppiato la loro scommessa sull'oro, tradizionalmente un rifugio per i cauti. In effetti, mai prima d'ora è stato fatto affluire così tanto denaro in ETF sull’oro. Anche Warren Buffett, che lo ha sempre rinnegato, ha aggiunto per la prima volta esposizione all'oro entrando in Barrick Gold con una piccola posizione. Attraverso un'unica società, però, il che fa chiedersi se la scommessa sia sulla merce o sul valore in sé. Tale è stata la ripidità dell'aumento durante il mese di luglio che un numero record di manager ritiene che l'oro sia sopravvalutato a questi livelli.

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4. Cambiamento nell'andamento euro/dollaro?

Dove gli esperti vedono un cambiamento di trend più solido è nell’euro/dollaro. Il predomino della moneta americana è rallentato negli ultimi anni. "La rivoluzione della politica economica per mitigare gli effetti della pandemia è un catalizzatore fondamentale per questo, in quanto ha eroso il vantaggio offerto dai tassi di interesse del dollaro e ha contribuito ad aumentare la propensione al rischio dai suoi minimi di marzo, a nostro avviso. Anche le diverse dinamiche della ripresa negli Stati Uniti e in Europa hanno messo sotto pressione il dollaro, il che giustifica la nostra preferenza per le azioni europee e la posizione prudente assunta sui titoli statunitensi", spiega il BlackRock Investment Institute (BII).

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5. Torna il fantasma della lira turca

L’estate non ha fatto parlare solo di euro e dollaro. La lira turca ha toccato il minimo storico e si sta già deprezzando del 20% a fronte di un dollaro già debole. "L'inflazione annuale della Turchia è vicina al 12%, con tassi di interesse reali sui depositi profondamente negativi, il che accelera la svalutazione della valuta. Per stabilizzarla, la sua Banca centrale e le banche statali hanno venduto 110 miliardi di dollari dall'anno scorso e le riserve estere lorde della prima sono state ridotte da 81 a 51 miliardi di dollari. L'esaurimento delle riserve può portare a un ulteriore deprezzamento della valuta, all'inflazione e a un aumento del deficit delle partite correnti", prevede Nikolay Markov, economista di Pictet AM.

6. Ripresa a V? A U? A W?

Ad agosto sono stati pubblicati anche i dati relativi al PIL nell'area dell'euro, che mostrano una perdita ancora più grave che quella avutasi durante la Grande crisi finanziaria in Paesi come Germania, Francia e Spagna. La spagna ha registrato il calo maggiore rispetto al trimestre precedente (-18,5%) dovuto in parte, come ricorda Philippe Waechter, capo economista di Ostrum AM (affiliata di Natixis IM), alla diminuzione del turismo, che rappresenta circa il 12% del suo PIL.

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