Mercati in ripresa? Cosa fare secondo le SGR italiane


Dopo la metà di marzo, lo scenario è cambiato su più fronti e i mercati, pur all’interno di notevoli fasi di volatilità, hanno registrato un recupero significativo. Le Banche centrali, infatti, a partire dalla consapevolezza che il problema della liquidità all’interno del sistema finanziario andasse affrontato in modo rapido hanno agito con misure massive e articolate. In pratica, dopo gli interventi sui tassi ufficiali, hanno posto in essere azioni mirate di iniezione di liquidità nel sistema finanziario (tassi di mercato a breve) ed economico (lending scheme). Per quanto concerne la leva fiscale, diversi governi sono intervenuti. Quello statunitense ha presentato un pacchetto da 2.000 miliardi di dollari, quello tedesco ha presentato un piano complessivo che vale circa il 10% del PIL, mentre l'Italia ha annunciato attraverso il premier Giuseppe Conte un intervento straordinario a garanzia di liquidità per imprese e attività economiche fino a 400 miliardi di euro

“Per quanto concerne la strategia di investimento di Pramerica SGR, nella prima parte del mese abbiamo mantenuto un approccio molto cauto, all’insegna del “wait and see”, nella consapevolezza, però, che le condizioni potessero mutare in maniera abbastanza rapida. In effetti, le condizioni sono mutate dopo la metà del mese e, pertanto, abbiamo adottato un approccio maggiormente orientato al rischio. I mercati azionari, infatti, hanno registrato una significativa correzione tale da poter essere considerata una vera e propria dislocation anche a fronte di un forte rallentamento dell’economia. Inoltre, il riconoscimento del problema da parte dell’amministrazione statunitense costituisce un elemento propedeutico al contenimento globale del problema e può dare supporto a un intervento più coordinato fra i vari Paesi. In effetti questo si è cominciato a vedere con le azioni messe in campo dalle principali Banche centrali e da alcuni governi in campo fiscale”, spiega Fabrizio Fiorini, responsabile degli Investimenti e vice direttore generale di Pramerica SGR.

“Il pericolo di cadere in una depressione come quella del 1929 non sembra un rischio centrale nello scenario attuale. Tre diversi shock hanno condizionato i mercati in maniera disordinata nel mese di marzo: la diffusione pandemica della malattia, il petrolio e il liquidity crunch”, spiega Emilio Franco, amministratore delegato di Mediobanca SGR. “L‘intervento delle Banche centrali ha rimesso in funzione il sistema monetario attraverso l’immissione di liquidità, gli investitori iniziano a uscire dal panic selling e a vedere delle opportunità in una fase di stabilizzazione e rientro della volatilità. L’Italia ha attivato misure molte severe di contenimento dell’epidemia e si potrebbe essere al picco della malattia. Questo potrebbe dare fiducia ai mercati, molto vulnerabili non solo dal punto di vista di shock negativi ma anche positivi”.

Secondo Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partners SGR, negli ultimi giorni i mercati stanno raggiungendo la consapevolezza che l’epidemia potrebbe avere un profilo meno drammatico delle proiezioni e dei modelli che inizialmente si proponevano. “Questa settimana abbiamo visto un processo di recupero piuttosto veloce. Tutto questo è positivo perché migliora il sentiment dei consumatori e degli investitori. Penso che ci sia ancora spazio per il rialzo, finché le notizie rimangono positive. Bisogna però mantenere una forte selettività e una certa prudenza”. 

  • Forte selettività: “Siamo positivi su quei titoli (corporate e governativi) che stanno comprando le Banche centrali, sulle asset class difensive come le utilities e i titoli finanziari e ciclici di aziende di grossa capitalizzazione. Rimaniamo cauti su titoli high yield emergenti, esposti a rischi di default”.
  • Una certa prudenza: “Gli acquisti devono essere distribuiti nel tempo. Chi è già investito aspetti e sistemi il portafoglio, vendendo i titoli che potrebbero essere più a rischio e acquistando quelli più sicuri. Chi ha liquidità invece, può distribuire gli acquisti nel tempo. In questo momento bisogna fare le cose con calma”.

Il maggiore overweight di Generali Investments è nel credito investment grade (IG). “Questa asset class non è senza rischi, naturalmente, alla luce dell'aumento nel numero di fallen angels. Da qui la necessità di essere molto selettivi: il nostro sforzo di ricerca nel settore credit è molto focalizzato sull'analisi e sulla strategia bottom-up”, spiega Vincent Chaigneau, head of Research di Generali Investments. “Riteniamo che la combinazione rendimento-rischio sia interessante in questo segmento, considerando il livello degli spread, il supporto della politica economica e il livello strutturalmente basso rispetto alla storia di default nell’area IG”. La SGR raccomanda un overweight molto limitato verso le  azioni, se non altro perché in grado di offrire valore da 6 a 12 mesi. “Nel breve termine, favoriremo i settori e i mercati difensivi. L’imminente arrivo di dati economici terribili dovrebbero invece ritardare una ripresa sostenuta dalle azioni cicliche”.

Prospettive del mercato azionario americano

“La nostra view rimane di lungo termine”, spiega Alberto Artoni, portfolio manager US Equity di AcomeA SGR. Oggi, il mercato azionario americano tratta a circa 16 volte gli utili. “Un livello che potrebbe non sembrare estremamente a sconto su base storica, ma che sicuramente va interpretato con un’ottica differente dal passato. Questa crisi determinerà inevitabilmente un aumento dell’indebitamento pubblico e privato dell’economia e l’unico modo per mantenere la sostenibilità dei debiti è attraverso un bassissimo livello dei tassi di interesse. È lecito dunque attendersi tassi di interesse vicini allo zero per ancora molti anni. L'effetto di questo new normal è che potremmo ritrovarci in un nuovo contesto di mercato caratterizzato da multipli più elevati rispetto alla media storica. Per gli investitori dunque l’attrattività del mercato azionario sarà ancor più marcata rispetto all’investimento in titoli del reddito fisso”. 

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