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Mercati azionari, dopo un novembre positivo si guarda al 2020


Novembre è stato un mese positivo per i mercati azionari globali, supportati sia da una reporting season soddisfacente, oltre qualsiasi aspettativa, sia dai miglioramenti sul fronte della trade-war e dalla speranza che Stati Uniti e Cina raggiungano presto un accordo almeno preliminare. “All’interno dei vari settori abbiamo assistito anche ai titoli ciclici che hanno sovraperformato quelli difensivi, il che dimostra implicitamente il credere a un miglioramento nel livello di crescita globale”, commenta Andrea Nocifora, portfolio manager del team Gestioni Patrimoniali di Ersel AM. “Questo elemento è molto utile per supportare nel corso dell’anno prossimo ulteriori rialzi dei mercati azionari, soprattutto in aree come Europa e Giappone, particolarmente esposte al commercio internazionale”. Secondo l’esperto, il punto minimo della crescita non è distante, probabilmente è già stato toccato e "questo sarà di aiuto per raggiungere quel 5-10% di utili che può condurre a ulteriori guadagni nei mercati i azionari globali”.

L’Italia
Anche il mercato azionario italiano ha fatto segnare nel corso dello scorso mese nuovi massimi, favorito dall’andamento positivo dei mercati internazionali e dal mercato statunitense in particolare. “La notizia che ha maggiormente influenzato il mercato in queste ultime settimane è stata l’attesa per la riforma della legge sui PIR che in base al testo in via di approvazione dovrebbe contribuire a rivitalizzare notevolmente tale strumento, eliminando il vincolo ai venture capital che aveva praticamente bloccato gli investimenti in questo tipo di fondi, e dando modo di riportare l’attenzione sul segmento delle mid e small cap italiane da parte degli investitori sia italiani sia esteri, che cercano maggiore liquidità in questo segmento”, sottolinea Marco Nascimbene, gestore del team Investimenti Equity Italia della società.

Nel contesto attuale, dalla società rimangono, dunque, positivi sul segmento delle mid small cap dove ritengono ci siano realtà interessanti che erano state un po’ dimenticate negli ultimi tempi, “anche per i flussi in vendita avuti da parte degli investitori internazionali che avevano un po’ ridotto le posizioni sull’Italia”, spiega Nascimbene. A livello settoriale, da Ersel AM prestano particolare attenzione al settore bancario “dove i numeri sono buoni e si pensa che andando avanti nel corso del prossimo anno potrebbero esserci nuove tornate di fusioni tra entità”, commenta il gestore, che avverte, però, che “ci vorrà sicuramente del tempo e saranno processi piuttosto difficili”. “D’altro canto, ci siamo mossi sul settore tecnologico e industriale mentre abbiamo preso profitto su quello delle utility, soprattutto regolate, dove riteniamo che i multipli siano molto rotondi e sia difficile trovare un altro spazio di upside”.

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