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Megatrend che resisteranno all’urgenza Covid-19


Contributo a cura di Giulia Culot, co-fund manager del comparto Generali Investments SICAV (GIS) SRI Ageing Population di Generali Investments Partners S.p.A. Società di gestione del risparmio.

Per spiegare cosa faccia un gestore azionario, a volte dico con semplicità che il nostro compito è cercare di prevedere il futuro, per calcolare il potenziale rendimento dato dalle società in cui investiamo.
Inutile dire che i giorni che stiamo vivendo rendono questo compito quantomeno arduo: una crisi sanitaria, economica e della liquidità su scala globale, risposte inedite da parte di governi e banche centrali, incertezze sulla rapidità e sostenibilità dell’uscita dalla quarantena, tutti questi fattori rendono fortesmente complesso stimare l’evoluzione del fatturato e degli utili delle aziende.

È quindi ancora più importante allontanarsi da un’ottica di brevissimo e rifocalizzarsi sui fondamentali delle imprese; tra questi, rappresentano fattori di primaria importanza le prospettive di crescita nel medio-lungo periodo, la capacità di offire prodotti e servizi innovativi in risposta a bisogni emergenti, la solidità finanziaria. Un investimento tematico - che trova in un megatrend il motore di crescita principale delle aziende in cui investe, diventa così di particolare attualità, consentendo di avere una guida nella definizione dei fattori a supporto di tale crescita, che non sia rimessa in causa dall’evoluzione delle variabili macroeconomiche di mese in mese.

L'invecchiamento della popolazione mondiale fa parte di questi megatrend, ed è tra i più dirompenti del secolo per gli effetti su quasi tutti i settori della società, dal mercato del lavoro ed i tassi di produttività, al risparmio ed ai comportamenti di consumo, rimodellando la domanda di beni e servizi intorno al bisogni dei seniors. Questa tendenza demografica determina driver di crescita in settori specifici, da cui sorgono interessanti opportunità di investimento.

Tale fenomeno non è rimesso in discussione dal contesto attuale, dominato dalla crisi legata al Covid-19, per tre ragioni.  La prima è relativa alla crescita di questo segmento della popolazione. Le Nazioni Unite prevedono che i 60enni e oltre supereranno i due miliardi a livello globale nei prossimi 30 anni, il doppio rispetto a oggi, crescendo a una velocità di oltre il triplo rispetto a quella della popolazione nel suo complesso. Secondariamente, i “baby boomers” hanno un patrimonio disponibile elevato e beneficiano di una visibilità intatta per quanto concerne il reddito pensionistico.

Infine, sebbene nel brevissimo anche alcuni dei prodotti e servizi dedicati ai senior potranno essere negativamente impattati, il loro contributo non è rimesso in discussione. Prendiamo ad esempio gli apparecchi acustici: certamente nel breve le imprese che li producono e distribuiscono saranno penalizzate dalla chiusura dei negozi legata alle misure restrittive, ma questo non rimette in discussione il bisogno sottostante della correzione dell’udito e quindi il potenziale di rapida ripresa delle vendite una volta che tali misure siano rimosse. 

Cosa cambierà domani?

La crisi che stiamo vivendo ci incita allo stesso tempo a chiederci cosa cambierà domani: consumeremo diversamente, le aziende penseranno in modo diverso alla localizzazione della produzione, vi saranno più importanti investimenti in alcuni settori chiave? L’impatto che individuiamo sui segmenti legati all’invecchiamento della popolazione è globalmente positivo, dal mio punto di vista. 

Uno dei pilastri tematici fondamentali in questo tema, quello della salute, trova infatti una nuova spinta. Da un lato, le aziende farmaceutiche ritrovano il loro scopo sociale agli occhi dell’opinione pubblica, potendo apportare la sola risposta definitiva alla risoluzione della pandemia, l’identificazione di una cura, grazie agli investimenti in ricerca e sviluppo. In un anno di elezioni presidenziali negli USA, che normalmente si accompagna a discussioni sulla necessità di ridurre i prezzi delle medicine, il riconoscimento dell’importanza di tale ruolo arriva con un tempismo favorevole. Inoltre, la ritrovata consapevolezza dei governi circa il bisogno di investire nelle infrastrutture sanitarie potrebbe dare un ulteriore supporto al settore, quando la situazione di emergenza sarà rientrata. Infine, tale urgenza fungerà da accelleratore di alcuni driver che già registravamo: per esempio la crescente digitalizzazione del settore sanitario, o i crescenti investimenti verso strumenti di diagnostica a distanza per i pazienti.

Il secondo pilastro tematico, quello delle pensioni e del risparmio (e quindi delle assicurazioni vita e salute e dei gestori patrimoniali), vede a sua volta una conferma dei fondamentali di medio periodo. Sebbene la volatilità dei mercati finanziari abbia un effetto negativo nel breve, per l’impatto sulla valorizzazione degli attivi, nel medio periodo riteniamo che proprio tale volatilità, accompagnata da tassi d’interesse sempre più bassi e bilanci pubblici meno sostenibili, renderà il “fai da te” in campo previdenziale un’opzione non sostenibile.

Infine, per quanto riguarda il segmento dei consumatori, notiamo impatti differenziati. Da un lato, segmenti come la cura della persona e le creme anti-età, i supplementi alimentari e le vitamine, dimostrano già oggi il loro carattere non ciclico e non subiscono negativamente il contesto attuale. Dall’altro, alcuni segmenti più discrezionali, come ad esempio il lusso, subiscono l’effetto delle boutique e dei grandi magazzini chiusi ma vedono già all’orizzonte una ripresa delle vendite (fenomeno che sta accadendo già in Cina e che è caratterizzato come “revenge buying”, o acquisti “per farsi piacere” dopo le lunghe settimane di quarantena). Ed infine, sempre nell’ambito delle spese discrezionali, identifichiamo dei segmenti su cui siamo più cauti, come i viaggi ed il tempo libero, e su cui ci attendiamo potenzialmente di vedere dei cambiamenti più duraturi (meno crociere e più viaggi in camper o simili soluzioni).

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