Mediolanum punta sul settore assicurativo


Da sempre, i risparmiatori italiani, nei periodi di crisi, tengono molta liquidità nei conti correnti per poter far fronte ad eventuali problematiche a cui possono andare incontro. Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum spiega che come tutte le crisi, anche questa verrà superata. “Chi ha investito in questi momenti, mantenendo sempre una buona diversificazione di portafoglio potrà beneficiare in futuro di una buona remunerazione. Se si tengono i risparmi fermi in conto corrente si perdono grosse opportunità senza contare che non si aiuta l’economia”.

Banca Mediolanum ha deciso di entrare con forza nel settore assicurativo per sostenere i propri clienti durante tutta la loro vita. “Negli ultimi anni questo settore sta crescendo molto bene e sono le stesse banche e le assicurazione che hanno il compito di fa capire l’importanza della copertura integrativa. Un’assicurazione permette di proteggersi dai grossi rischi che nemmeno una grossa base di liquidità potrebbe affrontare”, spiega. La Banca ha creato dei professionisti assicurativi che affiancano il family banker nell’offerta dei servizi al cliente. “Cerchiamo di far capire ai clienti quali possono essere i grandi rischi a cui potrebbe andare incontro”. 

Secondo Dario Focarelli, direttore generale ANIA, gli italiani sottoscrivono meno polizze assicurative rispetto al resto dell’Europa. “La spesa assicurativa media europea è di circa 1.000 euro all’anno mentre quella italiana è solo di 300 euro. È necessario uno sforzo per aumentare la spesa privata per la protezione secondo una logica di integrazione dei servizi e non di sovrapposizione. Penso che questo unito al tema digitalizzazione siano la grossa sfida per il nostro Paese”.

Massimo Grandis, amministratore delegato di Mediolanum Assicurazioni ricorda che l’assicurazione è importantissima perché ci permette di proteggerci da eventi esogeni che non possiamo prevedere. “Il cash non può fungere da sistema di sicurezza. La tipica idea del “Ci penso io”, può comportare sottovalutazione del rischio e quindi un’incapacità futura di rispondere al fabbisogno finanziario”. 

"In Italia c’è ancora poca fiducia nelle assicurazioni private e troppa nel welfare statale. Quest’ultimo dovrebbe rispondere in ultima istanza. In Italia c’è un overconfidence (l’idea di potersela cavare da soli) molto diffusa e questo è molto pericoloso. Un altro aspetto da segnalare è la bassa cultura assicurativa, un tema per cui si dovrebbe fare di più in Italia”, conclude Riccardo Cesari, membro del consiglio IVASS.

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