Maxia (AllianzGI): "Tre ragioni per investire ancora nel fixed income"


Con la riduzione della liquidità nei mercati, gli investimenti obbligazionari diventano meno attrattivi. Massimiliano Maxia, fixed-income product specialist di AllianzGI spiega a Funds People perché i fondi che investono in obbligazioni possono nascondere ancora delle buone prospettive di rendimento:

  • Quadro macro a supporto: Il quadro macroeconomico rimane positivo, con una crescita sincronizzata tra tutti i paesi, sebbene si registri un aumento della volatilità dall’inizio anno. “Nelle ultime settimane c’è stata una lieve revisione delle aspettative, rispetto a quelle di inizio 2018”, spiega Maxia.  “Ritengo che sia una normale fase di stabilizzazione: se guardiamo ai dati di crescita ci rendiamo conto che dal punto di vista strutturale lo scenario è molto favorevole”. Le due variabili da tenere ancora sotto controllo sono l’inflazione e la crescita dei salari: “Da queste due, dipenderanno le future politiche delle banche centrali. Secondo la nostra view, per quanto riguarda l’Europa, la BCE terminerà il programma di Quantitative Easing a settembre, mentre in America potrebbe succedere che i rialzi siano tre anziché due per la restante parte del 2018”. Anche l’Europa sta piano piano chiudendo i rubinetti della liquidità, grazie a un miglioramento dei dati dell’economia: “La BCE sta seguendo lo stesso percorso della Fed, sebbene abbia un ritardo temporale di un anno e mezzo. Questo ritardo è dovuto al fatto che la crisi in Europa è iniziata in ritardo rispetto all’America”, fa notare Maxia.
  • Curva dei rendimenti: Tra gli indicatori più comuni del rischio recessione troviamo l’inclinazione della curva dei rendimenti a due e a dieci anni: quando la curva si inverte, cioè il rendimento del titolo a due anni supera quello a 10 anni, storicamente dopo 9-12 mesi abbiamo avuto una recessione. “Oggi negli Stati Uniti siamo ancora molto distanti da questa situazione e lo spread rimane di quasi 50 basis point”, spiega il gestore. “Le ragioni sono da ricercare nella bassa inflazione e la crescita dei salari contenuta. Anche le stesse politiche fiscali di Trump non hanno avuto ancora un effetto significativo sull’economia americana”.
  • Costo del prodotto: Negli ultimi mesi, a causa dei bassi rendimenti dei prodotti obbligazionari, le case di gestione hanno dovuto ridimensionare i costi dei prodotti. “In questo particolare contesto di mercato, caratterizzato da bassi rendimenti, i costi di gestione sono un aspetto molto importante, soprattutto per le soluzioni fixed income”.

 “L’implementazione di profili della direttiva che dovevano avere un riflesso sulla operatività giornaliera, come la trasmissione degli ordini, non ci sono stati”, spiega Maxia. “La nostra gestione, da questo punto di vista, non è cambiata rispetto a prima. In futuro, a seguito dell’introduzione della normativa, secondo molti esperti, le commissioni di gestione diventeranno sempre più un tema cruciale: tuttavia, per i prodotti a gestione attiva, le politiche di remunerazione dipenderanno molto anche dalla capacità del gestore di creare stabilmente alpha”, conclude Maxia.

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