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Mauro Valle (Generali Investments): Un processo d’investimento obbligazionario a tre strategie


Ci sono alcuni prodotti che non vengono gestiti da un solo team, strategie il cui successo è dovuto ad una serie di contributi derivanti non solo dalla gestione, ma anche dalla ricerca.

È il caso dei due fondi con doppio rating Blockbuster-Consistente Funds People Generali Investments SICAV (GIS) - Euro Bond e Generali Investments SICAV - Euro Short Term Bond. “Per la gestione di entrambi i comparti vi è il supporto del team obbligazionario di Generali Investments Partners S.p.A. Società di gestione del risparmio, che è formato da sette persone basate a Trieste e Parigi e che ha competenze sui tassi europei, globali e del mondo del credito.

Vi è inoltre il contributo del team di ricerca, che fornisce non solo accurate previsioni macroeconomiche ed aspettative sull’andamento dei mercati finanziari e dei tassi di interesse, ma anche un modello proprietario di rating interno per gli emittenti governativi. Oltre a questo, è anche importante il lavoro del team di trading desk, per garantire sempre la migliore execution possibile, e del risk management”, spiega Mauro Valle, head of Fixed Income di Generali Investments Partners S.p.A. Società di gestione del risparmio.

“Entrambi i comparti hanno come obiettivo quello di sovraperformare i rispettivi benchmark di riferimento attraverso una gestione attiva e un approccio high conviction, accompagnati da un adeguato processo di controllo del rischio; si focalizzano su diversi segmenti di curva: tutta la curva di tasso euro per il GIS Euro Bond, e solo le scadenze più brevi, sino a 3 anni, per il GIS Euro Short Term Bond”. 

A detta di Valle, il processo di investimento è lo stesso, e si basa su tre strategie di gestione:

  • Gestione attiva della duration complessiva del portafoglio, in termini relativi rispetto al benchmark per l’Euro Bond e in modalità assoluta per lo Short Term Bond;
  • Adeguato posizionamento sulla curva dei rendimenti, soprattutto per l’Euro Bond;
  • Esposizione al rischio Paese, soprattutto nell’allocazione tra tassi core e quelli periferici.

“Trattandosi di comparti specializzati sulla curva dei tassi governativi dell’area euro, le scelte di investimento al di fuori dell’universo di riferimento quali emissioni sono riconducibili principalmente a titoli supranational, titoli a tasso variabile oppure indicizzati all’inflazione”, afferma il gestore.

Nell’ambito di una strategia di gestione attiva, Valle evidenzia come anche la gestione del profilo di rischio dei comparti sia dinamica. Si tende a preferire profili di rischio più elevati quando vi sono trend dei mercati finanziari e dei tassi di interesse ben definiti e, di contro, cercare di essere più difensivi nelle fasi di incertezza. “Il monitoraggio del profilo di rischio è affidato al Risk Department di Generali Investments, che svolge questa attività indipendentemente dal team di gestione, e si basa su una serie di modelli e indicatori di rischio sia assoluti che relativi rispetto al benchmark”, aggiunge l’esperto.

Fine QE di poco impatto

Nei prossimi mesi, la fine del QE sarà uno dei fattori che influenzerà i mercati obbligazionari europei, ragion per cui, secondo Valle, la BCE dovrà calibrare attentamente la propria politica monetaria in un contesto globale di crescita economica meno solida rispetto agli anni precedenti e un trend incerto dell’inflazione. “L’attenzione del mercato, terminata la fase di acquisto titoli, si sposterà sul reinvestimento dei flussi e sul primo rialzo dei tassi ufficiali.

Inoltre, c’è la possibilità di un’altra operazione di finanziamento alle banche, tramite il meccanismo del TLTRO. Va infine rilevato che l’impatto della fine del QE sui Paesi del Sud Europa non dovrebbe essere elevato per sé (sebbene l’effetto ‘flusso’ venga meno, l’effetto ‘stock’ rimane importante). Tuttavia, la fine degli acquisti si inserisce in una fase di tensione politica tra governo italiano e Commissione Europea.

Progressi su questo fronte possono più che compensare l’effetto negativo della fine degli acquisti netti da parte della BCE”, conclude il gestore.

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