Maud Minuit (La Française AM): "View positiva su bond e duration nei Paesi sviluppati ed emergenti"


Per il continuo aumento dei contagi da Covid-19 rimane altissima l’incertezza sulla crescita nella maggior parte delle economie mondiali. In questa fase delicata, le principali Banche centrali sembrano destinate a mantenere ancora a lungo, se non addirittura a rafforzare, le politiche monetarie accomodanti. Nel breve e medio termine saranno dunque i tassi bassi e le ampie politiche di acquisto di titoli a guidare le valutazioni del reddito fisso. Maud Minuit, Head of Fixed Income & Cross Asset di La Française AM, mantiene comunque una view positiva sul comparto: “Rimaniamo positivi sui bond e sulla duration in generale, nei Paesi sviluppati (debito core e periferico) e negli emergenti”, afferma. “Ci sono poche possibilità che, nel breve termine, venga trovata una correlazione positiva fra il livello dei tassi di interesse reali e la crescita del debito pubblico. Stiamo monitorando i fattori di rischio al rialzo sui tassi (notizie positive sulla fase 3 del vaccino, il raggiungimento di un accordo fra Democratici e Repubblicani per un nuovo piano di stimoli negli USA, il prezzo del petrolio, etc), che crediamo saranno solo temporanei. Pertanto il carry è ancora preferibile in questo contesto di bassi tassi di interesse e non esitiamo a rafforzare il relative value, il cross-asset, le opportunità intra-curva o tra Paesi”, evidenzia.

Dollaro debole e inflazione

Altri due temi nei radar degli investitori che influenzano le scelte di investimento sono il deprezzamento del Dollaro statunitense e l’inflazione. “Il dollaro USA ha perso smalto. Ciò non significa che crollerà in futuro, ma il suo valore dovrebbe lentamente calare. Questo avrà conseguenze positive per i mercati emergenti che sono correlati negativamente con il dollaro USA”, sottolinea Minuit. Anche per quanto riguarda l’inflazione ha una view positiva: “Non siamo particolarmente preoccupati. Nel lungo periodo, l’inflazione è legata alla demografia e alla crescita potenziale di lungo termine, ed entrambi i trend sono ancora orientati al ribasso. Considerando questi fattori e l’attuale livello delle attese, abbiamo tolto dai nostri portafogli tutte le nostre posizioni sull’inflazione”, afferma.

Total return senza vincoli 

La filosofia di investimento di La Française è basata sul total return senza vincoli, con investimenti in tutte le asset class del reddito fisso, dai governativi al credito, dai mercati sviluppati agli emergenti, dall’investment grade all’high yield. Ne deriva un’allocazione globale a partire da convinzioni macroeconomiche e sull’analisi del premio al rischio. “La nostra allocazione è molto flessibile per cogliere le opportunità nelle varie asset class del reddito fisso”, dichiara il manager. Per le notizie sul fronte Covid-19 che rimangono negative e in un contesto in cui i Paesi si trovano ad affrontare i rischi di una seconda ondata del virus La Française detiene in portafoglio una duration lunga: “Preferiamo la parte lunga della curva e le posizioni di appiattimento della stessa. In Europa, continuiamo a favorire gli spread periferici, siamo investiti in Grecia e in Portogallo. Sul versante del credito, preferiamo l’universo investment Grade rispetto all’high Yield poiché gli acquisti delle Banche centrali (nell’ambito dei programmi di QE) rimangono un fattore di sostegno per l’asset class. In Europa, apprezziamo il debito finanziario subordinato che offre attese di rendimento potenzialmente forti e dovrebbe beneficiare delle misure di supporto della BCE”, sottolinea Minuit.

Il fondo Multistratégies Obligataires

L’anno in corso è particolarmente sfidante per i gestori attivi, con numerosi e repentini cambiamenti di mercato affrontati da inizio anno. Risulta quindi interessante capire come si è comportata una delle strategie di punta della casa, il Multistratégies Obligataires, di cui Maud Minuit è il gestore. “Nel mese di marzo, abbiamo ridotto tutte le posizioni ‘meno liquide’ del portafoglio per assicurarci di essere in grado di affrontare gli eventuali riscatti. Inoltre abbiamo ridotto la nostra esposizione agli emergenti. Alla fine di marzo, abbiamo utilizzato parte di questa liquidità per aumentare l’esposizione ai titoli Investment Grade. In aggiunta abbiamo aumentato la duration del portafoglio fino al massimo consentito”, spiega Minuit. Ad aprile, una volta che il crollo di marzo è stato contenuto dall’intervento di Banche centrali e Governi, il team di gestione è intervenuto sul portafoglio del fondo aumentando il budget di rischio, comprando titoli di debito subordinato in Europa, break-even d’inflazione in Europa negli USA e high-yield negli USA. Inoltre sono stati riacquistati alcuni titoli dei mercati emergenti venduti a marzo. “Infine ad agosto e a settembre abbiamo venduto le nostre posizioni sui break-even e ridotto ulteriormente il nostro rischio di credito, in concomitanza con il nuovo aumentare del rischio di un’ulteriore crisi connessa al Covid”, conclude il gestore. 

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