Deroma (Efpa Italia): “Coinvolgeremo tutti gli stakeholder della consulenza”


Tratto dal numero di gennaio della rivista Funds People Italia.

Dallo scorso maggio è alla guida di Efpa Italia ma ha già le idee chiare: alla fine del mandato del suo Consiglio d’Amministrazione, nonostante sia difficile fare una stima anche alla luce delle incertezze legate all’introduzione di MiFID II, punta ad avere almeno 8.000 professionisti certificati. “Di sicuro un elemento che si rivelerà importante nel definire il nostro tracciato sarà riuscire a esplorare territori altri da quelli già seminati, arrivando a coinvolgere tutti gli stakeholder impegnati nell’erogazione del servizio di consulenza. Il tutto nella consapevolezza che il futuro ci darà un mercato molto più selettivo”, afferma Marco Deroma.  

Al momento, come spiega il presidente, i professionisti dotati di certificazione sono oltre 5.700. “Tra questi non figurano solo professionisti abilitati all’offerta fuori sede, ma c’è anche una buona presenza di personale bancario. In un contesto professionale destinato a diventare sempre più competitivo, infatti, sta aumentando anche la consapevolezza della necessità di ottenere un ‘sigillo di qualità’ che sia distintivo anche di fronte alla clientela. Ciò si manifesta anche nel mondo bancario, dove c’è un crescente interesse nel certificare la qualità del servizio offerto dal personale che si pone a diretto contatto con la clientela”, dice il manager. Una buona notizia, laddove c’è ancora molta disinformazione finanziaria, e non solo tra i clienti. Benché, infatti, come sottolinea più volte Deroma, il compito di Efpa non è formare ma certificare le conoscenze del professionista, “ciò che Efpa Italia può fare è stimolare le scuole di formazione ad ampliare il ventaglio di nozioni erogate nei corsi di preparazione all’esame, richieste attraverso il Syllabus”, dice il presidente. “Attraverso l’arricchimento del programma formativo che elenca gli ambiti di conoscenza oggetto di verifica, infatti, la speranza è quella che anche gli enti formatori abbraccino un’evoluzione qualitativa aumentando gli argomenti trattati”.  

Un anno di regolamenti

Certamente MiFID II ha attribuito un’importanza fondamentale ai concetti di conoscenza e competenza, dando una particolare rilevanza al possesso di una certificazione che attesti la preparazione del personale abilitato a fornire informazioni in tema d’investimento o a erogare un vero e proprio servizio di consulenza. È chiaro però che la normativa non ha portato molti cambiamenti in seno a Efpa. “Abbiamo proseguito il percorso iniziato già nel 2017 con il lancio del nuovo livello di certificazione EIP European Investment Practitioner, adatto a coloro che offrono un servizio di consulenza di base. La gamma di certificazioni offerta da Efpa Italia, infatti, richiedeva già nel suo livello più elevato, ovvero l’EFP – European Financial Planner, il possesso di un bagaglio conoscitivo più completo e inclusivo di materie fiscali, previdenziali e assicurative”, spiega Marco Deroma.

Al centro degli interessi dell’associazione, al momento, c’è un aspetto del nuovo regolamento intermediari: l’introduzione per financial advisor e financial planner dell’obbligo di provvedere al completamento di un percorso di aggiornamento formativo annuale finalizzato al mantenimento della licenza alla prestazione del servizio. “Le ore di mantenimento richieste da Consob rischiano però di andarsi a sommare a quelle necessarie al mantenimento delle certificazioni Efpa, portando a un eccessivo carico d’impegno per quei professionisti che hanno deciso di dare una testimonianza tangibile della loro preparazione diventando certificati Efpa”, afferma il manager. “È questa la ragione tale per cui, in questo momento, stiamo lavorando a stretto contatto con gli intermediari e con le scuole autorizzate all’erogazione della formazione per agevolare i professionisti certificati, estendendo la validità del percorso formativo aziendale previsto dal nuovo Regolamento Intermediari anche al mantenimento delle certificazioni Efpa”.

L’associazione si sta spendendo anche sul fronte del ricambio generazionale. “Abbiamo accolto con entusiasmo l’iniziativa di Anasf, che ha portato a lanciare il primo percorso di laurea in consulenza finanziaria presso l’università di Teramo, studiando anche un modo per agevolare i futuri laureati. Coloro che saranno in grado di portare a termine con successo il percorso di studi e avranno superato l’esame OCF potranno, infatti, fare richiesta per ottenere la certificazione EIP. In questo modo il giovane interessato a svolgere quest’attività potrà dimezzare il periodo previsto per soddisfare i requisiti di esperienza richiesto per l’esercizio della professione, così come stabilito dal regolamento intermediari”.

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