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Ecco il posizionamento di M&G sul mercato UK in vista della Brexit


A dicembre si è conclusa la prima fase dei negoziati sulla Brexit, dando l’inizio alla seconda fase di trattative per definire le modalità di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. La casa londinese M&G sta avviando il processo di trasferimento degli asset di quattro fondi aperti domiciliati nel Regno Unito sulla propria piattaforma lussemburghese, in modo da proteggere gli interessi dei suoi clienti domiciliati fuori dal Regno Unito in vista della Brexit. Funds People ha voluto intervistare Manuel Pozzi, investment director di M&G per capire l’esposizione della casa inglese sul mercato britannico.

“I nostri gestori, sia lato multiasset sia obbligazionario, basano le loro scelte su valutazioni e fondamentali: Brexit pone alcune incertezze proprio su di essi”, precisa Pozzi. Innanzitutto, per fare un’analisi accurata, bisogna considerare separatamente titoli azionari, obbligazionari e valuta perché seguono delle dinamiche completamente diverse. “In M&G non abbiamo una 'house view' condivisa sull’intensità dell’impatto che avrà Brexit, ma siamo tutti d’accordo sul fatto che potrebbe avere un impatto negativo sulla crescita economica per qualche tempo”, spiega Pozzi. “C’è da dire però che sulla valutazione dei prezzi, il mercato ha già espresso le sue preoccupazioni”.

Il mercato azionario inglese ha sottoperformato rispetto ad altri mercati nelle fasi di post referendum, quindi M&G ha cercato delle opportunità di sconto tra le società inglesi. “A livello di valutazioni generali, quello britannico è un mercato più a sconto rispetto ad altri, ma bisogna tenere presente il grado di dipendenza delle esportazioni con l’Europa in caso di Hard Brexit”.

Per quanto riguarda il mercato del reddito fisso invece, post-referendum e post-acquisti della Bank of England, il credito ha fatto registrare un importante rally a partire da maggio 2016. Nei primi mesi di negoziazione per la Brexit, i corporate bond inglesi non avevano più un grosso appeal sul mercato, così M&G ha preferito spostare gli investimenti obbligazionari sul corporate americano. Per quanto riguarda i tassi free risk inglesi, invece, questi hanno cominciato a scontare degli scenari catastrofici e i rendimenti sono scesi quasi allo 0%, sebbene i dati macroeconomici siano ancora sostenuti. “ll mercato dei governativi inglesi è oggettivamente caro, con una curva dei tassi piatta che dipinge uno scenario incerto. Sulla base di questo abbiamo deciso di andare short sui tassi UK, sia su portafogli obbligazionari sia multiasset”, spiega Pozzi.

Per quanto riguarda la valuta invece, anche prima di Brexit, questa non rappresentava una buona opportunità di investimento, in quanto il Regno Unito presentava debiti gemelli, sia fiscale che commerciale. Con l’avvento della Brexit c’è stata una svalutazione molto forte della sterlina e proprio in quel momento M&G ha deciso di investire sulla moneta: “A nostro parere, la sterlina inglese aveva ottenuto maggiore appeal rispetto al passato, ragion per cui ci è sembrata quindi un’occasione d’investimento. In termini relativi, nell’ultimo anno, il dollaro ha perso molto più terreno rispetto alla sterlina, che ha registrato il -3%”.

Quali saranno le politiche monetarie della BoE

Si è creato un grosso divario tra le politiche della FED e della BCE rispetto a quelle della BoE, a causa del disorientamento a livello politico che mette in difficoltà la Banca centrale nel fare previsioni per i prossimi due anni.  Un tema significativo in UK sono i tassi reali negativi non giustificati dai fondamentali. “La BoE potrebbe aumentare ulteriormente il costo del denaro per far fronte all’inflazione e per avere ancora qualche cartuccia da sparare qualora dovesse servire”, conclude l’investment director.

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