Manuel Noia (Pictet AM) “Nel 2018 ci aspettiamo una correzione importante sul mercato obbligazionario e un ritorno della volatilità”


È iniziato a gennaio il roadshow invernale di Pictet Asset Management, che toccherà ben 22 città italiane. Durante gli appuntamenti verranno presentate le prospettive e gli scenari di mercato per il primo trimestre 2018, l’asset allocation e i portafogli consigliati dall'advisory con le migliori soluzioni di investimento per il nuovo anno. In occasione della data di Milano, Funds People ha intervistato il country head Manuel Noia per approfondire alcune tematiche.

Prima di analizzare gli scenari per il nuovo anno, bisogna fare un passo indietro e dare uno sguardo a quello passato. Il 2017 è stato un anno molto positivo sia per i mercati azionari che per quelli obbligazionari. L’equity continua la sua ascesa sulla scia di un quadro macroeconomico positivo: le politiche di Donald Trump, un’Europa con una crescita sincronizzata e l’euforia che ha caratterizzato i mercati emergenti durante l’anno. Pictet AM ha chiuso l’anno con più di 2 miliardi di raccolta sul mercato italiano, divisa tra fondi azionari (50% del totale), multiasset (35%) e obbligazionari (15%). La società ha una forte penetrazione sul mercato retail in cui detiene la maggior parte delle masse in gestione. “Noi siamo esperti in investimenti tematici, quest’anno i prodotti più venduti sono stati quelli che puntavano sull’innovazione e sullo sviluppo tecnologico e digitale”, spiega Manuel Noia.

Il 2018 sarà caratterizzato da una crescente volatilità nei mercati, soprattutto per quanto riguarda il reddito fisso: I mercati obbligazionari vengono da anni molto buoni, ma non potrà continuare così a lungo. Secondo la nostra view, il tema più importante di quest’anno, sarà un possibile storno importante del mercato dei bond”, commenta Manuel Noia. È importante quantificare l’intensità con la quale lo storno si abbatterà sui mercati, rispetto al timing. “Un crollo disordinato dei bond provocherebbe un effetto molto negativo nei portafogli degli italiani, che detengono moltissimi fondi obbligazionari con duration anche lunghe (magari senza esserne a conoscenza)”.

Bisogna considerare anche il nuovo quadro normativo introdotto da MiFID II che porterà una riduzione dei costi di gestione dei fondi. Pictet si è già adoperata per razionalizzare l’offerta dei prodotti sul mercato italiano, riducendo la gamma da 80 a 65. “Per noi la MiFID II porterà un maggior allineamento con i distributori. Con un’offerta di prodotti più selettiva, si svilupperanno sinergie con le reti distributive per rispondere in maniera più adeguata alle esigenze dei clienti finali. Il risultato sarà una maggiore integrazione nella catena del valore, spiega Noia.

Inoltre Pictet AM, ritiene che il 2018 sarà un anno chiave per lo sviluppo di strategie sostenibili. Per quanto riguarda invece l’asset class obbligazionaria continuerà a spingere prodotti con bassa duration, sopratutto su debito emergente, dato che in Europa i rendimenti sono quasi nulli. I prodotti in cui la società punterà il prossimo anno, saranno le soluzioni long short equity a risposta di un aumento di volatilità.

Fondi con Marchio Funds People

Tra i 28 fondi di Pictet AM che vantano il Marchio Funds People, c’è il Pictet Global Megatrend Selection che si è aggiudicato il rating Blockbuster e Consistente. Il comparto investe in tutti i nove fondi tematici contemporaneamente, con la logica di un fondo di fondi, ma senza la duplicazione dei costi delle commissioni di gestione, perché investe in un pool di titoli che replicano i nove comparti. “È una strategia innovativa, ogni mese ciascun fondo tematico è investito per 1/9. A fine mese, vendiamo i fondi che hanno fatto meglio e compriamo quelli che hanno fatto peggio”, spiega il country head. “Il nostro fondo è indirizzato al cosiddetto ‘risparmiatore cassettista’, ossia quel cliente che vuole tenere azioni in portafoglio in un’ottica d’investimento di lungo termine, senza speculare sui singoli fondi tematici”. L'universo di investimento non è limitato a un'area geografica specifica. L’allocazione settoriale del fondo invece, a fine dicembre prediligeva investimenti in salute (15,72%), beni di consumo ciclici (15,49%), beni industriali (20,82%) e tecnologia(21,03%).

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