Mandati istituzionali crescono


L’attività di ricerca dei gestori resta vivace e si concentra sui mandati non tradizionali. In aumento le ricerche di mandati internazionali multi-asset, in particolare nel Regno Unito e negli Stati Uniti. L’attività di ricerca di reddito fisso evidenzia la perdita di interesse su titoli di stato e mandati a benchmark.

Le masse gestite a livello professionale in Europa possono essere suddivise in due categorie principali: gli asset investiti nei fondi di investimento e i mandati discrezionali che includono sia i beni depositati presso società del gruppo ma anche presso altre banche, per cui le società del gruppo dispongono di mandato di gestione. Ma qual è l’evoluzione del patrimonio gestito tramite fondi d’investimento e mandati discrezionali? L’attività dei mandati discrezionali, che ha fatto la parte del leone di tutte le attività gestite in Europa dal 2008 in poi, mostra un ulteriore rafforzamento dalla fine del 2009. Dando uno sguardo agli ultimi dati Efama disponibili, infatti, se a fine 2009 il rapporto era sbilanciato più sui fondi di investimento con un 50,1% (pari a 6,190 mld di euro) contro un 49,9% dei mandati discrezionali (6,177 mld), a chiusura del 2010 i secondi hanno fatto il sorpasso con un 50,8% (7,131 mld di euro) contro un 49,2% (6,904 mld) dei secondi. Per poi passare, a fine 2011, al 52,8% (pari a 7,275 mld) mentre i fondi di investimento riducevano la loro quota di patrimonio gestito al 47,2 % (6,515 mld).  

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Nonostante due anni di forte crescita nel 2009 e 2010, il patrimonio dei fondi di investimento rimane al di sotto dei livelli del 2007, pur registrando una crescita del 21% rispetto alla fine del 2008. I mandati discrezionali tendono a essere più avversi al rischio rispetto ai fondi di investimento: investono una maggiore percentuale di attività in titoli a reddito fisso di fronte a una minore esposizione verso le azioni rispetto ai fondi di investimento. Del resto, dipendono principalmente su una relazione business to business e quindi sono influenzati pesantemente dalla crescita del segmento di clientela istituzionale del mercato, che è cresciuta a un ritmo più veloce rispetto al segmento retail. 

Su base europea, sempre secondo i dati raccolti da Efama, mentre in Portogallo e nei Paesi Bassi i mandati discrezionali rappresentavano oltre il 70% del patrimonio in gestione totale alla fine del 2011, gli stessi dati di Romania e Turchia sono stati meno del 10%. È inoltre interessante vedere la differenza tra i mercati più importanti dell’asset management. Mentre in Germania i mandati discrezionali rappresentavano il 21%, in Francia si parla del 49% del totale delle attività e nel Regno Unito il 69%. Questo dimostra che ci sono importanti differenze in termini di prodotti proposti. Per esempio, il maggior peso di mandati discrezionali di Regno Unito e Olanda riflette il ruolo rilevante che gli schemi pensionistici occupano all’interno dell’industria dell’asset management in questi paesi. 

A livello globale, l’attività di ricerca e selezione dei gestori degli investimenti resta vivace, anche alla luce del fatto che gli investitori cercano di allocare i propri patrimoni in modo diverso rispetto al ricorso del tradizionale mandato a reddito fisso o azionario. Durante il 2013 i mandati discrezionali hanno sperimentato il loro terzo anno consecutivo di crescita con le masse in gestione che sono salite del 3,3%. Il dato emerge dal Global Manager Search Trends di Mercer 2013, il report annuale che evidenzia le tendenze di ricerca e i modelli di selezione dei gestori istituzionali a livello globale. L’analisi è costruita partendo dalle attività di ricerca condotte dai consulenti Mercer sulla base delle evidenze qualitative contenute in Mercer GIMD, piattaforma di ricerca proprietaria che analizza più di 5.400 gestori e 25.800 strategie di investimento istituzionali, a livello mondiale. “La tendenza a ridurre le esposizioni su asset class tradizionali, osservata negli ultimi anni, continua ed è trainata soprattutto da una logica che vede gli investitori alla ricerca di maggiore diversificazione sia nell’ambito della componente growth di portafoglio sia per quel che concerne le fonti e i driver di rendimento prospettico”, commenta Luca De Biasi, responsabile dell’area Investments di Mercer Italia. 

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Mercer, attraverso la collaborazione con i gestori, ha contribuito a identificare e rendere disponibili tutta una serie di nuove opportunità di investimento anche nel comparto del reddito fisso tra cui possiamo citare, ad esempio, investimenti in strategie Absolute Return che rappresentano la naturale diversificazione rispetto al rischio tasso e sono svincolate da logica di benchmark, nelle strategie “multi-asset”, nel mercato dei senior loans e in strategie legate al debito privato. Conclude il manager:  “abbiamo visto in risposta un notevole interesse da parte dei clienti verso queste nuove opportunità proprio in virtù dei due elementi citati prima: bassi tassi a livello globale e ricerca di diversificazione in termini di profilo di rischio-rendimento, in ottica di potenziale scenario di normalizzazione delle politiche monetarie e rialzo dei tassi di interesse”. 

Le tendenze identificate a livello globale negli ambiti azionario, obbligazionario e delle strategie a ritorno assoluto vanno inquadrate nel contesto dell’andamento dei mercati finanziari degli ultimi anni. “Dal nostro osservatorio privilegiato notiamo che questo interesse e questa linea di tendenza si evidenziano anche sul mercato Italiano”. Ma guardiamo in termini di asset class.  Se del reddito fisso c’è più interesse per strategie svincolate dal benchmark, a essere preferiti sono i mandati con focus globale anziché regionale e le strategie multi-asset.

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