Maggio, brutto mese anche per i fondi europei


Assogestioni ha già pubblicato i suoi dati. E il risultato, a maggio, non è stato dei migliori. Anzi. La raccolta cala vertiginosamente quasi per tutte le società che forniscono le consuete cifre all’associazione. In totale l’industria italiana perde 2,6 miliardi in fondi d’investimento e 4,3 miliardi in gestioni di portafoglio. Ma come sono andati invece i flussi dei fondi a livello europeo? Morningstar ha appena pubblicato il suo report sull’industria europea del risparmio gestito del mese scorso, e i dati non sono tanto diversi. I fondi aperti e gli ETF hanno segnato deflussi per 12,2 miliardi, rendendo maggio il primo mese con raccolta negativa dal novembre 2016.

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Metalli preziosi, bene rifugio

I flussi netti verso i comparti azionari (attivi e passivi) sono stati pari a -7,7 miliardi di euro, il livello mensile più debole dal giugno 2016. Fanno peggio le categorie azionarie europee ed emergenti, mentrel’equity americano e globale tiene testa. Per quanto riguarda i fondi obbligazionari europei hanno registrato il peggior mese in termini di raccolta degli ultimi cinque anni, con oltre 14,2 miliardi di riscatti netti. I prodotti ad alto rendimento, flessibili e quelli sui mercati emergenti hanno subito i maggiori deflussi. “A riprova di come i flussi siano stati guidati dall’ansia sui mercati, i prodotti esposti ai metalli preziosi (in particolare gli Etc), tipicamente ricercati in periodi di incertezza e volatilità, hanno brillato con oltre un miliardo di euro raccolto nel mese”, commenta Valerio Baselli, EMEA editorial research team.

High yield ko, bene i passivi

Guardando nello specifico alle categorie, la categoria che ha raccolto di più a maggio è stata quella degli azionari globali large cap blend, mentre a far peggio sono i fondi obbligazioni high yield in dollari, con una raccolta negativa che si protrae praticamente già da un anno.  In generale i prodotti passivi continuano a mostrare tassi di crescita più elevati rispetto ai fondi a gestione attiva. “Nel mese di maggio, la differenza è stata importante con 13,8 miliardi di euro verso i prodotti indicizzati, contro l’1,2 miliardi raccolti dai fondi gestiti attivamente. In particolare, i prodotti obbligazionari passivi sono andati controcorrente, incassando quasi due miliardi”, conclude Baselli.

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