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Luigi Dompè e Samuele Chiodetto: “Quando l’essere basati in Italia fa la differenza”


Uno stile di gestione attivo ed un approccio molto selettivo, insieme alla conoscenza approfondita delle aziende, sono gli ingredienti del successo dell’Anima Iniziativa Italia, il fondo italiano più performante dello scorso anno. 

“A concorrere alla performance del fondo, che si confronta con un benchmark di riferimento, è stato lo stile di gestione, che si contraddistingue per un approccio attivo, volto a riconoscere le migliori opportunità d’investimento”, spiega Luigi Dompè, gestore del fondo insieme a Samuele Chiodetto. 

“Fondamentale, inoltre, è stata l’introduzione della normativa dei PIR -il fondo da aprile del 2017 è PIR compliant e può essere sottoscritto nella classe ad hoc- in quanto al buon andamento ha contribuito il costante sovrappeso sul segmento delle società a piccola e media capitalizzazione”. 

Il fondo, specializzato sulle piccole e medie imprese, per definizione richiede un approccio bottom up e quindi una conoscenza approfondita delle aziende, del loro posizionamento strategico e dei loro dati reddituali e patrimoniali. “Per questa ragione, l’essere basati in Italia e incontrare quotidianamente amministratori delegati e direttori finanziari delle società consente di svolgere un lavoro di analisi molto dettagliato”, sottolinea Dompè. 

 

La selezione dei titoli

Il gestore cerca, all’interno di ogni singolo settore, i titoli che presentano il migliore profilo rischio/ rendimento. “Nello specifico, l’investimento in small cap, che per tipologia è caratterizzato da liquidità a volte limitata, non permette scelte di breve periodo, quindi l’analisi fondamentale e la conoscenza delle società dove investiamo è necessaria per riconoscerne il potenziale prospettico e convincerci ad investire su un determinato titolo con orizzonte temporale medio/lungo (3-5 anni). Trasversalmente ai diversi settori - aggiunge Dompè - privilegiamo i titoli con esposizione domestica a quelli con esposizione all’area dollaro, sia per ragioni legate ai movimenti valutari sia per ragioni valutative”. 

I tassi, che nel corso del 2018 potrebbero gradualmente salire, si manterranno comunque ancora su livelli bassi, di qui il fatto che il dividendo resta ancora un fattore rilevante nelle scelte allocative.

 

La scelta giusta

Il gestore sottolinea inoltre che “a favorire l’andamento del fondo, indubbiamente, è stata l’attività di stock picking in particolare nel settore finanziario, selezionando i migliori titoli, potenzialmente più solidi da un punto di vista patrimoniale e con migliore profilo reddituale”. E confessa che  a volte si fanno  scelte meno vincenti: “Dal momento che siamo soliti adottare un approccio di tipo bottom up, talvolta si tende ad abbandonare storie societarie di successo, prima che abbiano esplicato tutto il loro potenziale di crescita”.

 

Il 2018 di Piazza Affari

“Riteniamo che sussistano le condizioni perché il 2018 possa complessivamente risultare un altro anno positivo per Piazza Affari. In particolare, la nostra view costruttiva sulla Borsa Italiana è supportata da un contesto economico vantaggioso, con una crescita piuttosto strutturata che riguarda consumi interni, investimenti ed export e con positive ripercussioni sul mercato del lavoro. 

Questi aspetti, unitamente a una politica monetaria della BCE che rimane accomodante, creano uno scenario favorevole per il mercato azionario”, conclude.  

L’approccio

Lo stile di gestione è di tipo attivo e per il futuro prossimo l’approccio continuerà ad essere molto selettivo: “Siamo sempre alla ricerca di idee di investimento capaci di offrire valore e margini di apprezzamento a livello fondamentale”. 

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