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Alfieri (J.P. Morgan AM): “Guardiamo alle giovani leve”


Sono ormai passati vent’anni da quando J.P. Morgan Asset Management è sbarcata nel mercato italiano. Il team svolge esclusivamente attività commerciale ed è diviso per canali di riferimento (consulenza finanziaria, reti bancarie, private banking, wholesale, fondi di fondi) per rispondere in maniera adeguata alle esigenze del cliente: “Avere dei team specializzati ci permette di offrire alla nostra clientela un servizio dedicato sia in termini di prodotti, d’informazione e di documentazione", spiega Lorenzo Alfieri, country head della società. Il business italiano di J.P. Morgan AM è concentrato al 95% sul canale retail e wholesale e conta più di un centinaio di distributori.

La casa di gestione ha sempre rivolto una grande attenzione al tema dell’educazione proprio per la sua vocazione retail, L’education è uno dei nostri punti di forza e di riferimento, utilizziamo diverse modalità d’informazione per le reti tra cui le nostre Guide to markets, conference call periodiche, seminari in collaborazione con Anasf e attività formativa per il private banking e le reti distributive”, commenta Alfieri. J.P. Morgan AM è stata la prima casa di gestione in Italia a concludere un rapporto di collaborazione con Anasf, che dura ormai da 15 anni. “Riteniamo che sia fondamentale informare la clientela in modo puntuale soprattutto ora che è entrata in vigore la MiFID II”.

La società di gestione guarda anche alle giovani leve e sostiene, ormai da quattro anni, due borse di studio per i migliori giovani che hanno superato l’esame di consulente finanziario. Ogni anno premiamo i migliori neoconsulenti con un corso presso la London School of Economics (LSE) in strategic investment management, reducing risk and enhancing portfolio returns”, spiega Alfieri. “Inoltre, da quest’anno sponsorizziamo anche il Master presso l’Università di Bologna in gestione del patrimonio”.

Un bilancio positivo

Per la fund house americana il 2017 è stato un anno molto positivo, trainato dalle performance dei mercati e dalla crescente fiducia degli investitori. “Abbiamo visto replicare le dinamiche dei due anni precedenti, un’attenzione per i prodotti flessibili, multi-asset e agli strumenti obbligazionari flessibili”, commenta Alfieri. Nella prima parte dell’anno, abbiamo notato un maggiore interesse per i prodotti che investono sui mercati emergenti, sia azionari che obbligazionari, e nella seconda parte dell’anno un interesse maggiore per l’azionario europeo.

Secondo la casa prodotto, le dinamiche macro e micro fanno sperare ancora in un quadro positivo in cui i fondamentali sono ancora forti e sostenibili. “In un quadro di questo genere non è cambiata la nostra previsione di mercato e nemmeno l’asset allocation: per quanto riguarda l’obbligazionario preferiamo ancora il credito high yield e l’obbligazionario emergente o il subordinato bancario. Per quanto riguarda la componente risk-on prediligiamo l’azionario europeo e asiatico. Per interpretare il mercato in questa fase positiva è necessario l’aiuto di un gestore attivo, che sappia cogliere le opportunità e sappia evitare valutazioni imprudenti”, conclude Alfieri.

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