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Lo squilibrio tra value e growth potrebbe invertirsi con il recupero ciclico


Contributo a cura di Kasper Elmgreenhead of Equity e Andreas Wosol, head of Value di Amundi. Contenuto sponsorizzato.

Guardando con un approccio fondamentale ai rischi e alle opportunità dei mercati azionari nel 2020, notiamo che il value offre opportunità migliori rispetto al growth poiché le aspettative implicite sono più basse e quindi più interessanti per i titoli value in questo momento. La performance del value rispetto al growth ha seguito un trend al ribasso per un lungo periodo, quasi 13 anni. A nostro avviso, è probabile che la rotazione verso il value, iniziata a settembre 2019, continui nel 2020. Le azioni europee beneficeranno di questa rotazione; l'Europa è un mercato value in cui prevalgono i settori tradizionali come il finanziario, le telecomunicazioni, il minerario e le utilities, mentre è sottopesato nei segmenti cd. hyper-growth come l’'information technology (IT). In passato, le rotazioni da growth a value sono state più pronunciate in Europa rispetto al mercato globale complessivo.

Riteniamo che la prosecuzione di questo trend sarà supportata in primo luogo da un rimbalzo ciclico in un momento di estrema sottovalutazione del value rispetto al growth.

Miglioramento degli indici manifatturieri PMI

Nel corso di questo lungo trend al ribasso segnato da una sottoperformance del value abbiamo osservato tre periodi di rimbalzo: 2009, 2013 e 2016. Tutti questi eventi sono stati supportati da un miglioramento fondamentale di tipo top-down del momentum economico, con un rimbalzo degli indicatori PMI.

Nel 2019 gli indici manifatturieri PMI sono calati sotto la soglia del 50 nella maggior parte delle regioni. L'Europa, (in particolare la Germania), che è molto esposta a livello internazionale, ha sofferto di questo calo. La componente di attività non produttiva, tuttavia, ha finora resistito alla recessione globale, con limitate ricadute provenienti dalle attività produttive. È importante notare che le politiche monetarie accomodanti tendono a supportare l'attività manifatturiera, ma con un ritardo di 18-24 mesi. Negli Stati Uniti i tassi a breve termine hanno raggiunto un picco nell'autunno del 2018 e ciò potrebbe anticipare un miglioramento delle PMI statunitensi nel 2020. I dati osservati di recente negli indicatori di attività dei mercati emergenti e della Cina suggeriscono una certa resilienza anche di queste aree geografiche.

Estrema sopravvalutazione del Growth rispetto al Value

Rispetto ai precedenti tentativi di rotazione verso il value, l'attuale rimbalzo degli indici PMI si verifica in un momento di estrema sopravvalutazione del growth rispetto al value a livello globale. Infatti, guardando al nostro indicatore di valutazione composito (CVI), una combinazione di price to earning, price to book value, dividend yield e price to cash flow, raramente il value è stato più economico del growth (solo il 2% delle volte negli ultimi 20 anni) e queste estreme dislocazioni tendono ad invertirsi, offrendo opportunità interessanti per gli investitori. Ad esempio, il livello raggiunto nel marzo 2000 ha portato ad una sovraperformance di quasi il 55% dell'indice globale value rispetto al growth nell'anno successivo.

A nostro avviso, il mercato europeo potrebbe essere il maggior beneficiario del miglioramento dei PMI, offrendo opportunità soprattutto nei settori più ciclici come quelli industriali (gli industriali rappresentano il 14% dell’indice MSCI Europe rispetto al solo 9% dell’indice MSCI US). Tuttavia la selezione sarà fondamentale dal momento che alcune aree sono caratterizzate da potenziali fattori di disruption e da valutazioni elevate. In generale riteniamo che gli investitori debbano essere consapevoli delle valutazioni care, ricercando una qualità superiore nei settori value. Infatti, poiché alcune aree di mercato value più tradizionali si trovano ad affrontare sfide strutturali e cicliche significative, gli investitori dovrebbero optare per pagare a fronte di una maggiore qualità, in quanto ciò contribuirà a isolare le performance in caso di aumento della volatilità, beneficiando al contempo della rotazione in corso.

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