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Liam Spillane: Sfruttare i movimenti di volatilità del debito emergente in local currency


I recenti movimenti di volatilità hanno messo inevitabilmente in guardia la stragrande maggioranza degli investitori. È dalla crisi dei subprime del 2009, infatti, che la gestione della volatilità dei portafogli assume un ruolo sempre più importante nei processi d’investimento degli asset manager di tutto il mondo, talvolta addirittura predominante rispetto alla generazione della performance stessa. Ovviamente, esistono asset class più soggette a determinati movimenti e altre meno, ma la filosofia di ogni singolo prodotto si rivela cruciale nel determinare il successo dello stesso. Un’asset class particolarmente volatile è quella del debito emergente in local currency, categoria di riferimento del fondo con rating Consistente Aviva Investors – Emerging Markets Local Currency Bond. 

“Partendo dalla filosofia del prodotto, crediamo che la nostra si allinei perfettamente con ciò che gli investitori del debito emergente local currency cercano, ovvero sfruttare il più alto potenziale di crescita attraverso l’apprezzamento strutturale valutario”, ha detto Liam Spillane, head of Emerging Market Debt di Aviva Investors e gestore del prodotto. “In linea con la nostra filosofia, il processo d’investimento si basa sul fatto che circa 2/3 del rischio di volatilità dell’asset class è collegato ai movimenti delle valute. Ciò che facciamo, quindi, è costruire un iter d’investimento che assume decisioni completamente indipendenti su valute e tassi di mercato attraverso l’intero universo local currency e che ci dia la più alta probabilità di sfruttare i movimenti di volatilità, massimizzando le opportunità d’investimento che vengono create di conseguenza”. 

 

Duration idiosincratica

Per quanto riguarda la duration, a detta dell’esperto, questa è molto più idiosincratica. Al momento, il portafoglio è particolarmente focalizzato sui mercati in cui da Aviva Investors vedono buone opportunità in termini di duration, come ad esempio India, Russia o Brasile, Paesi che secondo il manager hanno potenziali premi al rischio elevati o rendimenti reali attraenti. “Crediamo che la giusta combinazione tra bottom-up e top-down sia il driver principale per assumere le migliori decisioni d’investimento. Tipicamente, la duration è in un range che va da 0 a 1,5 anni. In questo momento, sovrappesiamo una duration di un anno, guidata dai Paesi con le specifiche caratteristiche sopra menzionate. Allo stato attuale, quindi, un’analisi bottom-up in ogni Paese è la chiave delle nostre posizioni sulla duration”, afferma il gestore.

Alla ricerca di opportunità

Spillane spiega poi come i mercati si stiano muovendo da un contesto che negli ultimi anni è stato fortemente focalizzato su analisi beta verso uno dove “la generazione di alfa e una maggiore dispersione dei rendimenti nei mercati saranno ancora più importanti”. Ciò rappresenta il motivo principale che porta il team a pensare che tutto l’universo obbligazionario offrirà molte opportunità ai manager attivi, in una realtà dove la volatilità sarà più elevata rispetto agli ultimi due o tre anni.

“Nel caso dell’Aviva Investors – Emerging Markets Local Currency Bond Fund, ad esempio, investiamo in mercati locali minori e idiosincratici, come lo Sri Lanka. Il Paese rappresenta un mercato locale molto piccolo con buoni fondamentali, rendimenti reali e valutazioni attraenti. Investimenti del genere sono interessanti perché, muovendoci in un mercato obbligazionario globale con un leggero aumento di volatilità, possono offrire delle ottime opportunità e benefit di diversificazione in portafoglio. Nonostante le loro limitate dimensioni, infatti, rappresentano una valida alternativa ai mercati più popolosi come il Brasile, il Sudafrica, ecc.”, spiega l’esperto. 

Un punto che il manager tiene a sottolineare è la maggior resilienza dei mercati emergenti rispetto al passato. Le riforme significativamente strutturali delle economie dei Paesi in via di sviluppo avvenute negli ultimi tre anni, come anche il miglioramento di metriche strutturali chiave quali gli attuali bilanci di queste economie, rappresentano, a detta del gestore, degli ottimi indicatori della loro evoluzione.

Un team globale

Nel team Emerging Markets Debt (EMD) della società vi sono dieci portfolio manager basati in diversi Paesi. Cinque sono basati a Londra, tre in Polonia, uno a Singapore e uno a Chicago. Inoltre, vi è un sovereign analyst dedicato al debito dei mercati emergenti, più altri quattro corporate analyst sugli emergenti, tutti con sede a Londra. “Avere una base globale è molto importante per l’universo obbligazionario, perché permette di raggiungere la giusta integrazione nelle varie regioni del mondo. Ogni giorno abbiamo dei confronti globali tra i portfolio manager per cogliere e sviluppare le migliori opportunità, idee e soluzioni d’investimento per i nostri clienti. Il team EMD della società è inoltre pienamente integrato anche nei team fixed income, equity e multi-asset di Aviva Investors”, conclude Spillane.

Filosofia

Crediamo che la giusta combinazione tra bottom-up e top-down sia il driver principale per assumere le migliori decisioni d’investimento.

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