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lI ruolo sociale del consulente finanziario


Nicola Ronchetti, fondatore e CEO di Finer, ha presentato in occasione di ConsulenTia a Roma una ricerca sulla relazione del consulente finanziario con le famiglie e gli imprenditori. L’obiettivo dello studio è approfondire i loro bisogni e le aspettative. “Il ruolo del consulente finanziario è centrale nel raggiungimento degli obiettivi della famiglia”, spiega Ronchetti. “Per fare questo è fondamentale che ci sia un grande rapporto di fiducia tra le parti. Il consulente finanziario è considerato un educatore, e quindi deve essere capace di trasmettere il suo sapere attraverso un linguaggio semplice e diretto”. 

I clienti ritengono che il consulente finanziario riesca meglio rispetto ad altre categorie di professionisti ad affrontare tematiche complesse quali orizzonte temporale degli investimenti e gestione del rischio. Non dobbiamo dimenticarci che il consulente finanziario è diventato un punto di riferimento fondamentale per il passaggio intergenerazionale”.

Massimo Garavaglia, vice ministro Ministero dell’Economia e delle Finanze, ritiene che “sostenere il risparmio è fondamentale perché è uno dei motori della crescita del Paese. Il ruolo del consulente finanziario è trasmettere fiducia ai risparmiatori sull’economia”.

Spesso viene definito come un freno all’emotività: in situazioni in cui il mercato va bene, il consulente finanziario deve mantenere il cliente con i piedi per terra, mentre quando va male lo rassicura. “È proprio questo che differenzia questa figura professionale: il consulente finanziario ha un approccio ottimista”, spiega Maurizio Bufi, presidente di Anasf.

lI ruolo sociale del consulente finanziario

C’è stata un'ulteriore evoluzione del ruolo: da consulente della famiglia a consulente d’impresa, “che poi fa sempre parte della famiglia”, fa notare Giulio Centemero, presidente gruppo Lega VI Commissione Finanze, Camera dei Deputati. “Diventa quindi un punto di riferimento per le nuove sfide poste dalla globalizzazione e per lo sviluppo del nostro Paese”.

Anche secondo Gianfranco Torriero, vice direttore generale di ABI, “il consulente finanziario dovrà offrire una copertura completa dei servizi patrimoniali, nonché un supporto all’imprenditore per lo sviluppo di nuovi modelli di business”. 

Maurizio Casasco, presidente di Confapi, fa riflettere sul nostro tessuto industriale: “In Italia la maggior parte delle imprese è costituita da meno di 10 dipendenti. Questo non rappresenta quindi solo un modello economico ma anche sociale. A seguito della crisi del sistema bancario tradizionale, l’imprenditore ha la necessità di un esperto del credito che lo possa supportare. Inoltre, il nostro sistema è bancocentrico (90% dei finanziamenti) quindi il consulente finanziario deve riuscire a promuovere nuove forme di finanziamento, come possono essere i PIR, altrimenti la nostra economia ne soffrirà”.

Lorenzo Alfieri, country head Italy di J.P. Morgan AM, conclude osservando che al giorno d’oggi l’imprenditore si trova di fronte ad una serie di prodotti che prima non erano a disposizione. “Nuove esperienze di M&A o venture capital sono molto difficili da comunicare. Il ruolo del consulente è quello di educare e connettere l’imprenditore al nuovo mondo finanziario”.

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