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Letture sotto l'ombrellone: i consigli di Carlo Benetti


Carlo Benetti, market specialist di GAM (Italia) SGR, ha scritto per Funds People le recensioni di due libri da leggere durante la pausa estiva. Ecco di che si tratta. 

  • La Grande Convergenza, Richard Baldwin – Il Mulino 2018

La globalizzazione non è un fenomeno nuovo: la Roma imperiale del I secolo era un crogiuolo di lingue e di culture, nei primi anni dello scorso secolo “l’abitante di Londra poteva ordinare per telefono, sorseggiando a letto il tè della mattina, qualsiasi prodotto del globo intero, in qualsiasi quantità desiderasse, e confidare in una consegna ragionevolmente sollecita, sull’uscio della propria casa” come scrisse Keynes in un celebre passaggio.

La rivoluzione tecnologica degli anni ’90 ha provocato una brusca accelerazione al nuovo processo di globalizzazione e ha dato origine a fenomeni del tutto nuovi, in un paio di decenni è stato invertito il corso secolare della storia: nazioni ricche e potenti si sono scoperte meno ricche e meno potenti, popoli e nazioni alla periferia del mondo sono diventati protagonisti della scena mondiale. La loro corsa per raggiungere i livelli di benessere delle nazioni industrializzate è “La Grande Convergenza” di cui parla l’ultimo libro di Richard Baldwin, “origine di gran parte del sentimento anti-globalista nelle nazioni ricche e della nuova risolutezza delle nazioni emergenti”.

“La Grande Convergenza” non è un nuovo (e magari inutile) libro sulla globalizzazione. Baldwin, professore di economia internazionale, va nel profondo delle logiche sottostanti la globalizzazione, riconosce alla tecnologia un ruolo dominante nel divenire della storia. L’avanzamento tecnologico è stato innesco di almeno tre grandi globalizzazioni:

  1. la rivoluzione del vapore e la prima industrializzazione nel secolo XIX;
  2. la rivoluzione finanziaria e informatica degli anni ’80 del secolo scorso
  3. la terza globalizzazione deve ancora venire ma è preconizzata nel progresso nell’automazione digitale. 

Attualmente siamo nella seconda globalizzazione, quella in cui la mobilità di capitali e di idee ha favorito la separazione geografica tra le funzioni di controllo (i capitali) e di produzione (il lavoro). Le “Global Supply Chain”, le catene globali del valore, hanno eliminato il fordismo e spazzato via le relazioni industriali che su quello si erano plasmate: le GSC riducono i costi, ottimizzano la fiscalità, smaterializzano le relazioni industriali sradicandole dalla fabbrica tradizionale.

L’intelligenza artificiale e la robotica favoriranno l’avvento della terza globalizzazione, i processi produttivi saranno ulteriormente separati e polverizzati, a farne le spese sarà ancora il lavoro umano.

Qualcuno ha detto che “il sistema più affidabile per prevedere il futuro è cercare di capire il presente”, il libro di Richard Baldwin è allora lo strumento giusto per capire davvero il tempo che stiamo vivendo.

  • Factfulness, Hans Rosling (Rizzoli, 2018)

Seguiamo il suggerimento dell’autore e cominciamo con qualche domanda. Nei paesi a basso reddito di tutto il mondo, quante bambine finiscono la scuola primaria, il 20%, il 40% o il 60%? Attualmente, in tutto il mondo, quanti bambini di un anno sono stati vaccinati contro qualche malattia, il 20%, il 50% o l’80%?

Se non avete risposto “60%” alla prima domanda o “80%” alla seconda, non preoccupatevi perché siete in buona compagnia: solo il 7% delle migliaia di persone alle quali sono state fatte queste e altre domande hanno risposto correttamente, e tra il 93% di coloro che hanno dato risposte inesatte ci sono professori universitari, politici, premi Nobel.

La distanza tra la realtà dei fatti e le informazioni diffuse (qualcuno potrebbe parlare di “percezione”) ha spinto Hans Rosling a scrivere Factfulness, un libro che fa giustizia di tante informazioni sbagliate e offre un metodo per capire correttamente la realtà.

Medico, statistico, accademico, lo svedese Rosling si era accorto di come la scarsa accuratezza dei dati o informazioni scorrette fossero causa di decisioni sbagliate che, nel suo lavoro di medico impegnato nelle epidemie tropicali, potevano rivelarsi potenzialmente pericolose per migliaia di persone.

In un itinerario che si sviluppa attraverso dieci trappole cognitive, Rosling li chiama “istinti”, Factfulness insegna a mettere le cose nella giusta prospettiva, a guardare i fatti con curiosità e senza pregiudizi. Ad esempio la Svezia degli anni ’50 era più o meno simile all’Egitto di oggi, vent’anni dopo, nelgi anni ’70, nelle condizioni dell’attuale Malesia. Il mondo ci ricorda Rosling, è una continua storia di progresso e di miglioramento. Tendiamo a non vederlo perché troppo concentrati sul presente o, come scrive l’autore, prigionieri del nostro “istinto di negatività”.

Un libro che invita alla curiosità e che offre un’enorme quantità di informazioni finalmente corrette, semplicemente perché prese dalla nitida verità dei fatti.

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