Leaviss (M&G (Lux) Global Macro Bond Fund): "Ecco come siamo riusciti a chiudere il primo trimestre in positivo"


L’epidemia di Coronavirus sta sconvolgendo le nostre vite e società e i suoi effetti sulla crescita economica globale cominciano a intravvedersi, con ricavi di aziende e salari dei consumatori in calo e crescenti preoccupazioni per molti posti di lavoro. Nei mercati obbligazionari, molti corporate bond hanno subito un forte calo dei prezzi, a seguito dalla ricerca di beni più sicuri da parte degli investitori. Gli spread del credito si sono notevolmente allargati nei segmenti Investment grade e high yield statunitensi ed europei. Inoltre, governi e banche centrali (Fed, BCE e BofE) hanno annunciato ingenti pacchetti di stimolo che includono l’acquisto di bond anche societari.

Un contesto di investimento estremamente complicato per tutti i potrfolio manager, da affrontare con la massima cautela e attenzione. La chiusura del primo trimestre 2020 ha rappresentato per molti, ma non per tutti, un calice amaro.

“A inizio 2020 il posizionamento di M&G (Lux) Global Macro Bond Fund era già molto difensivo e rispecchiava la nostra idea secondo cui le valutazioni del mercato obbligazionario a livello globale fossero troppo alte rispetto alle prospettive di crescita economica. L’allocazione del comparto mostrava duration corta ma un sovrappeso di bond governativi e un sottopeso di esposizone al credito. Dal punto di vista valutario, favorivamo esposizioni più difensive come il dollaro USA e lo yen giapponese”, spiega Jim Leaviss, chief investment officer Public Fixed Income di M&G Investments, relativamente al prodotto con con rating Blockbuster (B) FundsPeople per il 2020.

Reagire all’emergenza

“Al manifestarsi del Coronavirus, abbiamo allungato la duration e portato il rischio tasso da due a circa otto anni, scelta che ha contribuito in larga parte alla performance positiva (+2,1%) di questo primo trimestre”. A marzo le operazione messe in atto dal team di gestione hanno riguardato la presa di profitto dalle posizioni sui Titoli di Stato, principalmente statunitensi, con riduzione della duration a circa sei anni. Infine sono stati aggiunti titoli governativi inflation linked americani (TIPS), “poiché a nostro avviso incorporano un tasso di breakeven interessante”.

“A seguito dei grandi movimenti sugli spread, abbiamo monitorato attentamente anche il mercato del credito e a marzo abbiamo aggiunto esposizioni ai corporate bond, sia tramite titoli fisici che CDS. Inoltre, abbiamo aggiunto circa 2,5 anni di credit spread duration, acquistando bond di società di alta qualità a prezzi interessanti sul mercato primario (Coca Cola, Nestle, Pepsi, Exxon, Bank of America e Sanofi) e secondario (NY Life, Met Life, JP Morgan, BBVA e Apple)”, rivela inoltre Leaviss.

“Per quanto riguarda i bond emergenti, dove l’impatto del virus potrebbe causare grande instabilità, a marzo abbiamo aggiunto posizioni in modo molto selettivo, come ad esempio al debito sovrano in Sudafrica, Ucraina e Honduras”, aggiunge, mentre per quanto riguarda l’esposizione valutaria, nel mese di marzo è stato aumentato il peso al dollaro USA, ridotta la posizione in sterline e preso parziale profitto dallo yen giapponese. “Abbiamo inoltre inserito posizioni sulle valute locali dei paesi sviluppati, come i dollari australiani e neozelandesi, e sui mercati emergenti abbiamo aggiunto l'esposizione al peso messicano, dopo un calo significativo della valuta”, completa il chief investment officer Public Fixed Income dell’asset manager britannico.

Cosa ci attende

Per quanto riguarda le prospettive future l’attenzione di Leaviss si concentra in primis sulle misure di stimolo annunciate da governi e banche centrali. “La BCE non ha ulteriormente ridotto i propri tassi d'interesse, che erano già in territorio negativo, a differenza di Fed e BofE, che li hanno portati vicino allo zero. In questo contesto, la duration del fondo è stata leggermente accorciata, ma siamo pronti ad aggiungere nuovamente rischio tasso se i rendimenti dovessero aumentare di nuovo”, dichiara.

Mentre le reali implicazioni dell'epidemia restano sconosciute, i mercati obbligazionari funzionano correttamente. A marzo si è registrata una domanda di nuove emissioni, a differenza della crisi finanziaria globale 2008/09, quando il mercato delle nuove emissioni dei corporate bond si era  fermato.

“In questo contesto possiamo aspettarci che i tassi di default aumentino. Tuttavia, i mercati stanno attualmente prezzando un rischio tra le quattro e cinque volte maggiore rispetto a livelli mai sperimentati prima e questo supporta la strategia di un’aggiunta di esposizione alle obbligazioni corporate”, conclude.

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