Le soluzioni di Nordea AM per far fronte alle fine del ciclo economico


Le dinamiche dell’economia globale sono attualmente dominate dallo scontro Usa-Cina da un lato (non manca molto, infatti, alla fine della tregua firmata a dicembre) e, dall’altro, dalle Banche Centrali, il cui ruolo appare ancora dominante. In un contesto del genere, viene da chiedersi, dunque, quali siano le prospettive per il nuovo anno e su quali soluzioni di investimento puntare per non essere colti alla sprovvista. Ne abbiamo parlato con Fabio Caiani, head of fund distribution Italy di Nordea AM, secondo cui l’amministrazione americana è incentivata, come del resto quella cinese, a raggiungere un accordo commerciale dal momento che Donald Trump ha bisogno di ottenere una vittoria prima dei principali dibattiti autunnali.

“Le parti sono al momento molto distanti, come è tipico all'inizio di una trattativa”, commenta Caiani. “Il problema è che non hanno nemmeno concordato la tipologia di merci su cui sono disposte a commerciare. I cinesi dovrebbero offrire alcune concessioni, visto che ci stiamo avvicinando alla scadenza di marzo e, in cambio, gli Stati Uniti offriranno brevi estensioni per mantenere la pressione alta”, spiega l’esperto.

Per quanto riguarda, poi, il ruolo degli Istituti centrali, Caiani ricorda che “mentre la Fed è in pausa, lasciando che la stretta monetaria faccia il suo corso, la PBOC sta continuando il suo ciclo di allentamento in modo che la crescita torni a riprendersi nel giro di due o tre trimestri. Le evidenze dei dati sui guadagni suggeriscono che il rallentamento nel quarto trimestre è stato molto più acuto di quanto riportato, escludendo in una certa misura i beni di consumo”.

Le ripercussioni sui mercati
Secondo il responsabile della distribuzione dell'asset manager nordico, entro la fine del primo trimestre il mercato dovrebbe essere in grado di prevedere un rimbalzo della crescita cinese, nonché un eventuale accordo commerciale che porti a una sovraperformance delle attività più rischiose, concentrate in parte nella zona Asia/Pacifico. “Le azioni cinesi sono molto a buon mercato frenate dai timori del rischio di credito e da un forte rallentamento, le azioni della Corea del Sud sono attraenti, quelle indiane un po' meno, ma vi è dell’ottimismo. I produttori di materie prime come Australia, Brasile e Argentina dovrebbero beneficiare in questo contesto, così come la Svezia e la Germania. Le aspettative positive sugli utili dovrebbero far recuperare le azioni globali”, conclude.

Le soluzioni di Nordea
Nonostante i fondamentali rimangano piuttosto solidi, nell’ultimo trimestre del 2018 si sono già paventati alcuni segnali di preoccupazioni da parte degli investitori per una possibile fine del ciclo economico. “In queste circostanze”, spiega l’esperto di Nordea AM, “riscontriamo due necessità molto differenti da parte dei clienti, a seconda della loro tolleranza per il rischio: da un lato, gli investitori più prudenti cercano sicurezza per i loro portafogli; dall’altro, il segmento obbligazionario europeo a più basso rischio offre rendimenti nulli o talvolta negativi”.

Per aiutare i clienti a far fronte a questa situazione, le soluzioni Nordea AM coprono l'intero spettro delle asset classes, spaziando dal liquid alternative, al multi asset, all'obbligazionario. Tra queste ultime il fondo Nordea 1 – European Covered Bond Fund, che vanta il marchio Consistente Funds People 2019 ed investe in ambito fixed income con basso profilo di rischio.

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