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Le soluzioni di Amundi ETF per affrontare un anno di transizione


Un’industria in rapida espansione che a febbraio 2019 contava a livello mondiale oltre 5.000 miliardi di dollari di masse in gestione per 5000 prodotti. Il comparto degli ETF continua la propria crescita globale, raccogliendo nella sola Europa più di 25 miliardi di euro nei primi tre mesi dell’anno in corso con un trend che mostra la preferenza degli investitori del Vecchio Continente per gli strumenti fixed income. Da gennaio a fine marzo i flussi sugli ETF obbligazionari sono, infatti, risultati pari a 17 miliardi mentre sull’equity si sono fermati a 9 miliardi. Leggera flessione per le materie prime che hanno fatto registrare un dato negativo per -0,3 miliardi. “Il 2018”, spiega Vincenzo Sagone,  head of ETF, Indexing & Smart Beta business unit di Amundi SGR, “è stato un anno che a livello europeo ha confermato la tendenza ad un riequilibrio in termini di allocazione tra strumenti passivi azionari, storicamente più ricercati dagli investitori, e strumenti passivi obbligazionari. Nel 2019 gli investitori in ETF si sono spinti oltre, favorendo le esposizioni obbligazionarie”. “In qualità di primo asset manager continentale e nella top-5 nel mercato degli ETF”, aggiunge Sagone, “proseguiamo nell’attività di completamento della nostra gamma ricercando e sviluppando soluzioni in grado di rispondere agli andamenti prospettici dei mercati e all’evoluzione delle esigenze degli investitori”.

Ultime novità in casa Amundi ETF

La crescente attenzione per il tema della sostenibilità trova espressione nella quotazione di sei nuovi strumenti SRI, quattro azionari su indici MSCI SRI e due obbligazionari sugli indici corporate Bloomberg Barclays MSCI SRI, divisi per area geografica, che si vanno ad affiancare all’ETF Low Carbon sul tema ambientale già disponibile agli investitori. Per quanto riguarda i tematici, l’Amundi STOXX Global Artificial Intelligence UCITS ETF offre invece un’esposizione globale e diversificata ad uno dei mega trend più importanti della crescita futura.  Per quanto riguarda più specificamente la clientela retail la serie Amundi Prime ETF, caratterizzata da replica fisica e spese correnti a solo 0.05%, offre nove strumenti pensati per ottenere esposizione in modo semplice e efficiente ai principali elementi costitutivi di un portafoglio diversificato.

Posizionarsi per il cambiamento

Crescita, politica monetaria e geopolitica sono, secondo Monica Defend, Head of Strategy, Deputy Head of Group Research and Macro Strategy di Amundi, i tre elementi più importanti dell’attuale scenario di investimento scontato dal mercato. Per quanto riguarda il primo, la view di Amundi prevede un rallentamento concentrato nella prima parte dell’anno con una possibile ripresa nel secondo semestre dipendente dal concretizzarsi del miglioramento dell’economia cinese, dalla persistenza di una buona dinamica dei consumi negli Stati Uniti e da una risoluzione del nodo Brexit e di quello relativo alla dinamica di scontro sul commercio internazionale. Nel complesso, dato il forte rialzo dei mercati nei primi mesi del 2019 e lo stato avanzato del ciclo, il posizionamento della casa di gestione resta improntato alla cautela ma il supporto costante da parte delle politiche accomodanti delle principali Banche centrali permette un aumento della quota di rischio su selezionate aree. I mercati emergenti per l’azionario e il credito per l’obbligazionario e sono le classi di attivo selezionate dal Global Investment Commitee di Amundi.

Per quanto riguarda gli emergenti, le aspettative sono motivate da un contesto di crescita positiva e valutazioni attraenti, oltre che dal placarsi dei potenziali venti contrari rappresentati dalla forza del dollaro e dal deterioramento delle relazioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Quest’ultima è vista come da privilegiare dal team di strategia di Amundi, mentre per quanto riguarda l’America Latina le migliori prospettive interessano Brasile e Argentina. “Nell'ambito del credito dei mercati sviluppati”, afferma Vincenzo Sagone, “manteniamo una preferenza per l'Investment Grade europeo  rispetto all'Investment Grade statunitense, in forza di fondamentali migliori e del supporto tecnico della BCE. Le misure accomodanti della BCE, inoltre, dovrebbe avvantaggiare il mercato obbligazionario dei paesi periferici dove si concentra la ricerca del rendimento”. “La nostra gamma di ETF”, prosegue, “permette un’efficiente esposizione a queste idee di investimento, così come offre la possibilità di implementare la necessaria strategia difensiva per prepararsi ad un probabile aumento della volatilità e coprirsi dalle incertezze che permangono sui mercati”. Tra le soluzioni individuate su quest’ultimo punto da Amundi si segnalano gli ETF della gamma Smart Beta, tra cui, in particolare, quelli su High Dividend e Minimum Volatility, e gli ETF multi smart sviluppati in partnership con ERI Scientific Beta.

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