Le risposte di J.P. Morgan AM alle cinque domande degli investitori globali


Che cosa preoccupa oggi gli investitori? La risposta arriva da una survey che gli strategist di J.P. Morgan Asset Management hanno messo a punto per conoscere le domande più pressanti per i clienti. I risultati del sondaggio sono stati presentati a Londra in occasione dell’annuale media conference in cui l’asset manager incontra la stampa internazionale per un aggiornamento sulle view della società su mercati e sviluppo del business. Tempi e portata della prossima (eventuale) recessione statunitense, politica monetaria, protezione dei portafogli dai rischi politici, inflazione e soprattutto guerra commerciale, sono risultate le questioni più segnalate dagli investitori. Ad emergere con forza è l’apprensione per gli effetti sull’economia reale e sui mercati del deterioramento della catena degli scambi internazionali. La correlazione inversa tra scontro sulle misure protezionistiche e crescita globale è considerato il maggiore fattore di rischio in quanto potenziale driver per l’inizio di una recessione. Ad aumentare i timori associati è, inoltre, la difficoltà nel comprendere se e come evolverà la contesa tra Stati Uniti e Cina e quali saranno le economie maggiormente impattate dallo scontro in atto.

Il peso delle Presidenziali 2020

La scenario di base di J.P. Morgan AM, esposto da Karen Ward, chief market strategist della casa di gestione, vede la continuazione della guerra commerciale, escludendo di fatto il raggiungimento di un accordo tra Donald Trump e Xi Jinping quantomeno nel breve periodo. L’orizzonte è, infatti, posto in corrispondenza delle elezioni presidenziali statunitensi in programma a novembre 2020. “Se teniamo in considerazione la comprovata avversione dell’elettore americano nei confronti della Cina, è semplice comprendere come Trump non abbia alcuna convenienza politica ad ammorbidire la propria linea nei confronti del gigante asiatico”, ha commentato Ward.

Usa Presidenziali

La linea del fuoco

“Sarà l’Europa”, ha aggiunto la chief market strategist di J.P. Morgan AM, “a pagare con ogni probabilità il prezzo più alto". Il Vecchio Continente è, infatti, la regione in cui la ricchezza creata a livello di sistema dipende in misura maggiore dagli scambi globali.

Europa

Le risposte alle ulteriori domande degli investitori da parte dell’asset manager sono per un aumento del rischio di recessione negli Stati Uniti, mitigato in parte dal buono stato del domanda domestica. Per quanto riguarda le Banche centrali, i tassi “profondamente” negativi sono visti come l’ulteriore spazio di manovra guadagnato dagli istituti, mentre sulla protezione dal rischio politico il suggerimento è di mantenere un bias sulla qualità degli asset e iniziare ad impostare strategie di protezione alternative ad affidarsi alla duration. Relativamente all’inflazione, infine, viene riconosciuta la straordinarietà della situazione: il consiglio è quello di mantenere il focus sui real returns.

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