Le misure della BCE in piena crisi dei mercati: le reazioni dei gestori internazionali


Il primo grande test di Christine Lagarde alla guida della Banca Centrale Europea è arrivato. I mercati avevano grandi aspettative per l'incontro di marzo e il rischio di delusioni era molto alto. Soprattutto in considerazione delle politiche accomodanti adottate dalle controparti dell'Istituto di Francoforte come la Federal Reserve e la Bank of England.

Ecco quanto deciso nel meeting:  

  • Invariati i tassi di interesse. Intatto anche il tasso di deposito, che rimane al minimo storico di -0,50%.
  • Lanciato un nuovo pacchetto di acquisti per iniettare liquidità nel sistema. Potranno essere acquistate anche emissioni con rendimenti bassi fino a -0,75% per le TLTRO (emissioni a 1 anno) e fino a -0,5% nelle LTRO (emissioni a 3 mesi).
  • Aggiunti 120 miliardi di euro in acquisti di titoli, oltre ai 20 miliardi già acquistati ogni mese.
  • Allentanti i limiti di capitale obbligatori per gli istituti bancari. La BCE ha inoltre insistito per lanciare un programma di prestiti a basso costo per le banche per incoraggiarle a continuare a concedere prestiti alle piccole imprese.

Una serie di misure che, tuttavia, non sembra aver dato sollievo ai mercati. Nei primi minuti dopo l'annuncio ufficiale, i principali listini europei hanno continuato a scendere e gli spread dei titoli obbligazionari ad aumentare. Anche Wolfgang Bauer, responsabile del team del reddito fisso di M&G Investments, osserva che la correzione si è intensificata. L’esperto fa notare infatti che l'iTraxx Xover, il termometro del rischio che gli investitori prevedono nell'alto rendimento europeo, è salito di 120 punti, a un livello che non si vedeva dal 2012.

L’analisi dei gestori di fondi internazionali

Lo stesso Bauer riassume molto bene la delusione dei mercati. “È più una cerbottana che un bazooka”, afferma. "Si sono concentrati sulla fornitura di liquidità all'economia reale attraverso ulteriori operazioni di finanziamento a termine a tassi di interesse agevolati, nonché sul supporto della domanda aggregata complessiva attraverso acquisti di asset netti aggiuntivi, de-enfatizzando la riduzione dei tassi di riferimento", interpreta Andrew Bosomworth, il responsabile di gestione tedesco di PIMCO.

Il verdetto di Paul Diggle, economista senior di Aberdeen Standard Investments, è che “ci sono stati due successi e un insuccesso”. I successi sono l'aumento del programma QE e il nuovo programma TLTRO-III, due misure per mantenere la liquidità. "Il tasso di interesse del -0,75% sui prestiti TLTRO alle banche è un'importante innovazione, perché è la prima volta che la banca centrale concede prestiti alle banche a un tasso inferiore al tasso ufficiale. In un certo senso, si tratta di un taglio dei tassi molto mirato", analizza. 

“Ma la mancanza di un taglio del tasso principale”, afferma Diggle, “è una delusione rispetto alle aspettative del mercato, e rappresenta un segnale che anche la stessa BCE pensa di non avere più margini quando si tratta di tagliare i tassi di interesse”. Pimco concorda con questa analisi: "Lasciare invariato il tasso di deposito riflette implicitamente il riconoscimento da parte del Consiglio direttivo della limitata efficacia dei tagli dei tassi al di sotto dei livelli attuali", commenta Bosomworth.

Dello stesso avviso Azad Zangana, senior european economist and strategist di Schroders, che evidenzia come i mercati si aspettassero un taglio dei tassi di interesse che la BCE non ha messo sul tavolo. "In questo contesto in cui ad essere colpita l’economia reale", spiega lo strategist, "il potere della BCE è molto limitato. È arrivato il momento che le politiche fiscali coordinate diventino protagoniste”, conlude. 

Anche per David Zahn, head of european fixed income di Franklin Templeton le misure varate da Francoforte non vanno abbastanza lontano: “Ci sarebbe piaciuto vedere una posizione molto più accomodante da parte della BCE, dato l'impatto del coronavirus sull'economia e il calo del prezzo del petrolio che colpirà l'inflazione”, afferma Zahn. 

"La Bce ha fatto quello che poteva. Ha garantito liquidità alle banche, pagandole per incrementare le operazione di prestito", sostiene Oliver Blackbourn, Multi-Asset portfolio manager di Janus Henderson Investors. "Ma una popolazione che non può spendere perché i negozi sono chiusi, cosa che sta accadendo in Italia, non ha bisogno di credito", aggiunge auspicando anch'egli l'intervento dei Governi con politiche fiscali. "In passato i governi dell'Eurozona hanno ignorato le richieste di riforme strutturali della BCE, ma forse questa volta ascolteranno la richiesta di ricorrere a stimoli fiscali". dichiara.

Ma non tutti osservano dei diffetti nelle decisioni della BCE. Infatti Anna Stupnytska, responsabile globale della ricerca macroecnomica di Fidelity International, interpreta la determinazione a non abbassare i tassi come una mossa piuttosto intelligente. "Segnala un cambiamento nel ruolo della reazione e della flessibilità nell'approccio  ad uno shock inaspettato. Hanno invece scelto di concentrarsi su aree più specifiche in cui sarà necessario un aiuto", sostiene. A suo avviso, la combinazione di QE, che mira al patrimonio privato, e un attraente TLTRO è un passo inequivocabilmente positivo.

Dove c'è un chiaro consenso tra gli esperti è che il vero passo decisivo debba venire dalla politica e dai governi. "Se questo non è il momento di infrangere le regole fiscali e di aprire i rubinetti, quando lo sarà? Dopo tutto, il futuro della zona euro potrebbe essere di nuovo in gioco", osserva Stupnytska.

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