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Le migliori performance al minor livello di rischio


Il processo di selezione dei fondi di Anima SGR si articola in due fasi: una prima fase quantitativa, volta principalmente a ridurre l’universo investibile iniziale e una seconda fase qualitativa, che ha come obiettivo principale quello di analizzare in profondità i fondi individuati nella prima fase.

Per la parte quantitativa viene utilizzato un modello proprietario di screening che utilizza la base di dati dell’universo Lipper. “La nostra analisi viene fatta per asset class su fondi che abbiano almeno tre anni di storia”, spiega Stefania Taschini, portfolio manager multimanager di Anima SGR. “Non cerchiamo solo gestori che siano riusciti a battere il benchmark, ma anche che siano riusciti a farlo assumendosi il minor rischio possibile: in altri termini cerchiamo di concentrare le nostre analisi su gestori con il miglior rendimento aggiustato per il rischio (best risk adjusted return)”. 

L’output del nostro modello è uno scoring con pesi diversi per ogni variabile presa in esame: tracking error del fondo, performance relativa, e indici sintetici come informatio ratio. “Abbiamo inoltre creato un indicatore proprietario secondo il quale si prediligono i gestori che sono riusciti a battere il benchmark in modo consistente. Preferiamo gestori che portano a casa performance più stabili e costanti nel tempo rispetto a quelli che hanno ottenuto extrarendimenti in un limitato arco temporale”.

Anima SGR affianca all’analisi quantitativa anche un’analisi qualitativa. “L’analisi quantitativa è solo il punto di partenza. A seguito della definizione di un campione d’analisi, inizia il lavoro di due diligence, spiega Taschini. “In questa fase cerchiamo di incontrare più volte il gestore per capire il processo d’investimento, l’organizzazione del team, come il gestore passa dalla view alla costruzione fisica del portafoglio e in che modo viene controllato il rischio”.

È essenziale che ci sia coerenza effettiva tra ciò che viene dichiarato sulla documentazione di offerta o che il gestore ci racconta in fase di due diligence e ciò che il gestore fa. “Analizziamo i risultati della performance attribution e approfondiamo come ha reagito il gestore in determinate condizioni di stress di mercato”. Il risultato finale è una scheda riepilogativa che riassume tutti questi elementi. 

Per quanto riguarda la parte degli investimenti alternativi, Anima SGR ha sviluppato un sistema di riclassificazione interno per rendere l’universo alternative comparabile. “Abbiamo creato questo modello per poter confrontare le performance di strategie diverse”, spiega Francesco Moreschi, portfolio manager multimanager di Anima SGR. Rimaniamo convinti che valga il detto “it is more art, than science”, per cui l’eperienza maturata nel corso degli anni, prima nella selezione di Hedge Funds e, poi, in ambito armonizzato, ci aiuta ad aggiungere a questo modello una componente qualitativa imprescindibile. In tal modo, analisi quantitativa e qualitativa si integrano in un processo di validazione reciproca, prima hedge ora Ucits, che ci ha dato le competenze necessarie per analizzare in modo qualitativo le diverse strategie”.  

Al momento Anima SGR lavora con 70 controparti e utilizza 240 fondi di cui il 90% sono gestori attivi

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