Le migliori opportunità nell’Europa emergente


Il fondo SISF Emerging Europe di Schroders investe in azioni di società dell’Europa centrale e orientale e in maniera limitata anche nei mercati del Nord Africa e del Medio Oriente. Il comparto, co-gestito da Rollo Roscow e Mohsin Memon, ha ottenuto il rating Consistente Funds People nel 2019. I gestori operano un’analisi fondamentale delle società senza legarsi ad uno specifico stile, come value o growth: “Manteniamo un approccio high conviction e investiamo solo in quelle società di cui conosciamo bene il business”, spiega Roscow. “Il portafoglio è concentrato su 30-50 aziende con cui abbiamo una relazione stabile”.

Il gestore combina all’approccio bottom up quello top down per la valutazione delle aree d’investimento. “Dobbiamo valutare anche i rischi politici ed economici del Paese di riferimento. Per questo motivo visitiamo almeno due volte all’anno i principali mercati emergenti, e in queste occasioni incontriamo non solo il top management delle aziende, ma anche i ministeri delle finanze e le banche centrali locali”. 

Il fondo, gestito in modo attivo, ha come benchmark l’indice MSCI EM Europe. Il gestore ha quindi la possibilità di sovrappesare o sottopesare i titoli in portafoglio: “Ci sono molte opportunità d’investimento su quei mercati definiti di frontiera. Abbiamo aumentato l’esposizione su Georgia, Slovenia e Kazakistan, soprattutto nel settore finanziario”, spiega Roscow.

Controllo del rischio

Il fondo è gestito utilizzando diversi indicatori proprietari per la valutazione dei rischi, dando rilievo anche a fattori ambientali, sociali e di governance. Ciò significa che vengono considerati, nella valutazione delle società, temi come cambiamento climatico, prestazione ambientale, condizioni di lavoro o composizione dei consigli di amministrazione, che possono avere un effetto sul valore della società. “Questi modelli di valutazione ESG ci permettono di controllare il rischio ex ante”. Inoltre, sono stati introdotti gli stop loss per definire un limite di drawdown massimo. “Quando scattano queste barriere ribilanciamo il portafoglio”.

Organizzazione del team

Il team EM di Schroders è fisicamente presente o vicino alle regioni in cui investe. “Analizziamo i mercati secondo un approccio DCF (Discounted Cash Flow), ovvero basato sulla valutazione dei flussi di cassa, per capire i rischi a livello di singole nazioni. Non siamo divisi per settori, ma per aree geografiche e abbiamo team in Europa, Asia, America Latina e anche Middle East. Quando si lavora con i mercati emergenti è molto importante conoscere bene i Paesi in cui si investe”, spiega il gestore. “Abbiamo un approccio di team e condividiamo costantemente le idee d’investimento. Le stesse performance vengono valutate sulla base dei risultati del team”. 

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