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Le due ragioni del successo di State Street Global Exchange


Al mondo d’oggi, la raccolta, la normalizzazione e la gestione di grandi volumi di informazioni e dati da estrarre con differenti applicazioni rappresentano attività core per quelle entità volte allo sviluppo di servizi agli investitori. Una di queste è State Street Global Exchange (SSGX), divisione di State Street dedicata allo sviluppo di servizi innovativi per gli investitori attraverso l’offerta di dati proprietari, analisi degli investimenti, gestione dati, portfolio modelling, al fine di semplificare i bisogni di architettura tecnica per il cliente, come spiega a Funds People David Pagliaro, responsabile SSGX per l’area EMEA. 

In particolare, come afferma il manager, la società si focalizza soprattutto su tre tipi di servizi:

  • Il primo è come supportare, nel tempo, le società nella semplificazione del flusso di informazioni attraverso la propria architettura tecnologica. “Offriamo una ‘data demand platform’ che semplifica il flusso di informazioni tra front office, middle office e back office”, commenta il manager. 
  • Il secondo servizio è quello di semplificare la gestione del rischio di queste società, un trend definito da Pagliaro come “di attualità nel settore”. Ciò, a detta dell’esperto, soprattutto grazie alla nuova regolamentazione che punta molto su questo aspetto, in particolare sulla trasparenza e riduzione dei costi, fee e transazioni dell’industria. “Fondamentalmente impacchettiamo questi contenuti, queste ‘trading information’, nel framework regolamentare. La regolamentazione del rischio è una delle parti fondamentali dell’industria dell’asset management e noi vogliamo supportare le società anche in questo. Se guardiamo al ciclo di vita dei fondi, e al ciclo di vita delle regolamentazioni, come può un’organizzazione come la nostra facilitare questa connessione, questi processi regolatori? È questa la domanda che ci poniamo, e troviamo quindi le relative soluzioni”, afferma Pagliaro. 
  • Il terzo servizio è quello di accompagnare il cliente supportandolo in maniera strategica lungo tutto il processo di investimento. “Se guardiamo a una società come State Street, con tutti i servizi che questa offre in termini di custodia, fund accounting, ecc., processiamo quantità enormi di informazioni di investimento giornaliere, facciamo trade management fund accounting. Ciò che fanno questi soggetti è produrre informazioni finanziarie per poi condividerle con il mercato e infine con gli investitori, che a loro volta le utilizzano per prendere le proprie decisioni di investimento. Cerchiamo di capire come supportare i clienti nel cogliere e gestire queste informazioni”. 

State Street custodisce il 17% delle securities scambiate globalmente. “In alcune asset class come l’azionario statunitense abbiamo evidenza di circa il 30% di flussi giornalieri. Un’altra asset class è il private equity, segmento nel quale serviamo il 60% degli asset del mondo. Il risultato che abbiamo è una rappresentazione dettagliata di come gli asset sono collocati nei fondi di investimento, cash flow, e qualsiasi altro genere di informazione. Abbiamo quindi creato un indice proprietario di private equity che è davvero unico nel mercato, perché ha un livello di informazioni molto granulare al suo interno. Quindi, se un investitore vuole focalizzarsi su questo segmento di mercato ora ha a disposizione un benchmark da seguire. Sviluppiamo questo e molti altri servizi perché abbiamo la possibilità di accedere a una quantità importante di informazioni. Ciò rappresenta un qualcosa di molto utile e vantaggioso per il cliente”, dichiara il responsabile EMEA.

Due ragioni di successo

Pagliaro evidenzia in seguito i due motivi base della crescita della società. Il primo, a detta del manager, è l’organizzazione, che permette di essere presenti in molte attività. “In generale, una strada può essere quella dell’outsourcing delle attività di middle office e back office, oppure fare data management e risk management che è quello che noi facciamo, lavorare su molte attività amministrative ‘di più basso valore’ per il cliente”, spiega. Al mondo d’oggi, secondo l’esperto, le informazioni sono asset, “e pensiamo che anche il data management lo sia, ma è difficile svolgere certe attività per asset manager di dimensioni contenute, ma non per noi. Ed è per questo che mettiamo a disposizione queste competenze e questa gamma di attività a questi soggetti. Ad esempio, disponiamo di un dipartimento operativo in India che consta di 600 dipendenti. Abbiamo i numeri per farlo”, aggiunge.

Quella dichiarata dal manager è una strategia chiara, ovvero espandere l’offerta core verso nuovi servizi. “Vediamo infatti che il nostro sistema cresce ed è molto apprezzato dal mercato in tutti i nostri rami di operatività, custodia, fund accounting, servizi di banca depositaria. Servizi che supportano la distribuzione e assicurano la giusta tecnologia. Siamo sicuri che la nostra sia la strada giusta, e che sarà quella del futuro del nostro business. Continuiamo quindi a progettare e sviluppare nuovi servizi, che in generale devono essere supportati da tecnologie adeguate ai processi e consolidare la nostra posizione di provider di riferimento nel settore. Continuiamo ad espandere il nostro core in primo luogo perché crediamo nel futuro dei nostri clienti”, conclude Pagliaro.

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