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Le conseguenze del coronavirus secondo i fund selector italiani


Terzo giorno di apertura delle borse dalle notizie sulla diffusione del coronavirus in Italia. Il trend si conferma fortemente negativo. L’improvvisa esplosione del contagio in un Paese europeo ha avuto ripercussioni importanti sui mercati finanziari, dove molti investitori si sono messi al riparo comprando beni rifugio.

“Dal punto di vista dell’asset allocation, nelle nostre soluzioni di investimento multi-asset, nella giornata di lunedì 24 febbraio abbiamo deciso di operare una riduzione tattica dei rischi prendendo parziale profitto sull’azionario europeo e USA. Come ulteriore forma di protezione dai rischi di scenario, nei portafogli sono presenti posizioni lunghe sui tassi USA, sull’oro e sullo yen, asset che fungono da bene rifugio nelle fasi di tensione nonché protezioni su azioni e credito”, spiega Giordano Beani, head of Multi-Asset Fund Solutions di Amundi SGR. “Si mantiene la preferenza per il debito societario europeo investment grade, sostenuto da fattori tecnici, così come per il segmento high yield, ove si preferisce l’Europa agli USA, mercato quest’ultimo caratterizzato da maggiore leva finanziaria. View positiva anche sul debito sovrano dei Paesi emergenti in valuta forte, sostenuto dal favorevole mix di carry attraente, inflazione sotto controllo, tassi Usa bassi, banche centrali locali accomodanti, flussi di investimento persistenti”.

Secondo Stefano Simonetti, responsabile Gestioni Patrimoniali di Soprarno SGR, il coronavirus è un fenomeno con il quale la popolazione mondiale dovrà convivere. “Sicuramente ci sarà un rallentamento della crescita che le Banche centrali ed i governi cercheranno di contrastare. C’è il rischio che, al culmine di un ciclo maturo e sostenuto artificialmente da una politica monetaria espansiva senza precedenti, rappresenti l’innesco di una recessione che prima o poi dovrà arrivare”, spiega l’esperto. “Tuttavia, è probabile che non sia questo l’inizio della fine e che, dopo un breve periodo di smarrimento, la crescita, e con lei i listini azionari, supportati dall’ennesima dose di adrenalina, riprendano il sentiero iniziato 12 anni fa. Continuiamo a rimanere investiti su aree e temi caratterizzati da ottimi fondamentali e prospettive di crescita solide e con un imprescindibile alto tasso di diversificazione geografica, valutaria e settoriale”.

Banca di Asti ha mantenuto l’asset allocarion invariata. “La nostra allocazione di inizio anno che si basa sulla convinzione che il 2020 sarà caratterizzato da una crescita economica moderata con volatilità in aumento. Abbiamo in chiave tattica aumentato marginalmente la duration della componente obbligazionaria nell’area euro e incrementato le posizioni tattiche di copertura della componente azionaria sulle linee a rendimento assoluto”, spiega Fabrizio Carbone, responsabile Ufficio Gestioni Patrimoniali di Banca di Asti.

“Riteniamo che ci siano segnali di timori molto concentrati nel breve periodo e che i mercati inizino a scontare il fatto che l’epidemia si possa estendere in Europa e successivamente anche in America causando un blocco delle attività produttive e quindi un rallentamento più marcato dell’economia globale nel primo trimestre del 2020. Questo, unito alle alte quotazioni di diversi indici azionari, porterà ancora correzioni repentine al ribasso seguite da movimenti tecnici di rimbalzo. Non vediamo un deterioramento prolungato dei mercati azionari anche in considerazione dell’atteggiamento vigile delle Banche centrali e di possibili stimoli fiscali da parte di importanti paesi a sostegno delle proprie economie”. 

Diversificazione

I nuovi contagi in Italia uniti all’efficacia delle misure di contenimento in Cina confermano una situazione in rapida evoluzione che rende necessario un monitoraggio degli impatto sul sistema economico e i mercati finanziari. “I mercati stanno ora reagendo prezzando un forte calo della fiducia degli operatori, tuttavia altri fattori possono influenzarne le dinamiche, quali stimoli fiscali e monetari. Riteniamo che un’adeguata diversificazione su asset-class/strategie ed un orizzonte di medio-lungo termine possano pagare anche nell’attuale fase di volatilità”, conclude Alessandro Bianchi, responsabile Advisory in Mediobanca SGR.

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