Le asset class preferite da Fondaco SGR


Prosegue la luna di miele dei mercati, durante un primo trimestre caratterizzato da performance spettacolari e volatilità contenute. Eppure, mettendo da parte, per un attimo, tutte le possibili considerazioni sulle banche centrali e sui rischi politici, cosa succede e cosa sta succedendo nei mercati in queste settimane? Giulio Casuccio, Head of Multi-Asset and Investment Strategy di Fondaco SGR, cerca di concentrarsi sull’economia reale.

“Negli Stati Uniti i segnali più positivi giungono dalla domanda, sostenuta dalla solidità del mercato del lavoro. Il reddito disponibile è cresciuto ben oltre le attese a dicembre (1% vs 0,4%), alimentando a gennaio un significativo recupero delle vendite al dettaglio (+0,9% ex auto). Buone nuove anche dagli ordini di beni durevoli, aumentati dello 0,4% nello stesso mese: meno del precedente (rivisto al rialzo all’1,3%) ma decisamente meglio rispetto alle attese (-0,4%)”, dice l’esperto che sottolinea la “dinamica non dissimile in Germania”.

Per quanto riguarda la Cina, invece, il rallentamento appare più evidente. Insomma, secondo Casuccio, “negli Stati Uniti ed in Germania la domanda interna ha offerto un solido sostegno, permettendo di affrontare senza scossoni eccessivi il recente rallentamento della crescita globale. L’impatto dei dazi ed il calo delle esportazioni ha invece pesato sulla dinamica dell’economia cinese. La situazione, quindi, non è drammatica come temuto alla fine dell’anno passato: i rischi non mancano ma le prospettive sono ancora positive nel medio periodo”, sostiene il manager.

Paesi emergenti in testa

Guardando alle asset class preferite, Fondaco si concentra maggiormente su azioni e debito dei Paesi emergenti. Da una parte, per quanto riguarda il mercato azionario, Casuccio spiega come i dati economici negativi in Cina e la forza del dollaro abbiano pesato negativamente nelle ultime settimane "ma le prospettive rimangono positive, considerando sia le valutazioni sia l’evoluzione attesa del quadro economico”.

Sul fronte obbligazionario, la discesa dei tassi negli Stati Uniti, lo scenario macro positivo e la ricerca di rendimento degli investitori “dipingono un quadro favorevole, combinando emissioni in dollari ed in valuta locale”.

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