La visione onnicomprensiva di Schroders per affrontare i cambiamenti climatici


Da tempo si parla di cambiamenti climatici e dell’impatto che questi possono avere sull’economia, sulla società e sui mercati finanziari a livello globale. Gli effetti sono sempre più evidenti e gli investitori non possono più trascurare il problema. Individuare quelle società che sono in grado di riconoscere queste minacce e che sanno affrontare le sfide con largo anticipo, cercando fin da subito soluzioni ai problemi climatici, è la migliore strategia per sovraperformare il mercato. Ne è una conferma il fondo ISF Global Climate Change Equity di Schroders, che quest’anno si è aggiudicato il rating Funds People Consistente.

L’obiettivo principale del fondo è quello di identificare le opportunità nelle società che sono ben posizionate per beneficiare di questo trend. Ciò comporta la combinazione tra una valutazione della loro esposizione ai vari fattori derivanti dal cambiamento climatico e un’analisi fondamentale dei punti di forza del loro modello di business e del loro valore. “Abbiamo una visione ad ampio raggio sui cambiamenti climatici e riconosciamo che i suoi effetti avranno grandi implicazioni su diversi settori. Ciò si riflette nell’universo proprietario all’interno del quale il fondo cerca gli investimenti e nella composizione finale del portafoglio. Il fondo investe su cinque temi chiave: energia pulita, efficienza energetica, risorse ambientali, aziende leader nelle basse emissioni di carbonio e trasporto sostenibile. Escludiamo quelle società che nei loro report dichiarano di possedere riserve di combustibili fossili, come ad esempio petrolio, carbone, gas, catrame, shale gas”, spiega Simon Webber, gestore del fondo di Schroders.

L’attività di stock picking

Per la selezione delle società che offrono le migliori opportunità legate al trend viene utilizzata una ricerca proprietaria ampia e fondamentale. “Ci avvaliamo di un team composto da 5 professionisti compreso il gestore, specialisti di settore e specialisti del clima a livello mondiale. L'universo investibile comprende quei nomi le cui prospettive di lungo periodo sono favorite dai tentativi di mitigare o di adattarsi ai continui cambiamenti climatici. Adottiamo una visione onnicomprensiva e proiettata al futuro nel valutare le società e riteniamo che le misure eccessivamente semplicistiche, come la carbon footprint, spesso falliscano nel catturare le emissioni indirette, che possono distorcere la vera creazione di valore”, commenta il gestore.

“Il nostro universo di investimento è in continua evoluzione e al momento conta circa 600 titoli tra mercati sviluppati e in via di sviluppo, tra cui selezioniamo le idee migliori. Solo le idee di investimento sulle quali abbiamo una conviction molto elevata vengono incluse nel portafoglio e non esitiamo ad escludere interi settori se diventano sopravvalutati o se riteniamo che non siano sostenibili. Rivediamo costantemente tale universo di titoli per assicurarci che le società incluse continuino a rispettare i criteri ESG richiesti", aggiunge il gestore.

Essere attivi in questa tendenza legata ai cambiamenti climatici, deve tradursi in una ricerca di valore a lungo termine, derivante da una crescita sostenibile. "All’interno dell’universo miriamo ad identificare quelle società che hanno un gap di crescita positivo, per esempio i titoli che ci aspettiamo genereranno una crescita degli utili che supererà le aspettative del mercato. Cerchiamo imprese che dimostrino una crescita strutturale, spesso derivante da un vantaggio competitivo sostenibile, legato all’ampiezza, all’innovazione o al potere di determinazione dei prezzi di cui gode la società. Su orizzonti temporali più brevi, siamo alla ricerca delle società esposte alla crescita di transizione, che spesso è conseguenza di una ristrutturazione interna, o dell’esposizione dell’azienda al ciclo”, afferma Webber.

L’analisi ESG di Schroders mira a valutare l’impatto di una gamma di fattori ESG sulla sostenibilità della crescita futura degli utili e i potenziali fattori di rischio che potrebbero impattare sulle valutazioni di una società. Viene utilizzato un framework innovativo che permette di avere un approccio dinamico, sistematico e proiettato al futuro nella valutazione dei rischi finanziari e non finanziari di un’azione in portafoglio. I fattori ESG sono specificamente considerati e integrati all’interno del framework di rischio, insieme ad altri aspetti come la qualità del management e i posizionamenti competitivi e strategici, così come un punteggio di qualità che rappresenti il 45% rispetto al punteggio totale di rischio.

Il turnover atteso è del 30-40% (calcolato partendo dal valore minore tra acquisti e vendite aggiustato per i flussi di cassa e diviso per il valore medio del mercato negli ultimi 12 mesi).

Attuale posizionamento

Alla luce del tema che sta alla base della strategia, ossia i cambiamenti climatici, il fondo resta orientato positivamente alla crescita, con un bias strutturale verso le aree più cicliche del mercato che tendono a subire maggiormente gli impatti dei cambiamenti climatici. “Siamo sovrappesati sui settori industriali e dei materiali, e al contrario sottopesiamo aree come healthcare, prodotti di prima necessità e finanziari, dove abbiamo difficoltà a trovare idee che siano positivamente legate al tema dei cambiamenti climatici. A livello di Paesi, generalmente tendiamo ad essere sottopesati sugli Stati Uniti, dato che esiste un numero più ampio di società ben posizionate rispetto al trend in altri mercati azionari internazionali”, conclude il gestore.

 

 

 

 

 

 

 

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