La visione di un gestore di equity americano su quello che sta succedendo negli USA


Le prossime settimane saranno decisive per conoscere l'impatto reale negli Stati Uniti della lock down e della successiva riapertura dell'economia dopo la diffusione della pandemia. Secondo un gestore come Cormac Weldon, capo del team azionario americano di Artemis IM, arriveranno infatti i primi indizi sull'effetto sul consumatore americano.  

La variazione degli inventari delle aziende del commercio al dettaglio tra febbraio e ora sarà interessante da analizzare come indicatore di paura tra la popolazione. C'è speranza per l'effetto positivo della domanda repressa durante il confino, poiché ci sono settori che non sono stati colpiti economicamente. Ma il gestore ricorda anche che ci saranno persone che continueranno ad optare per la prudenza e altre che semplicemente non potranno consumare quanto vorrebbero a causa delle misure di distanziamento sociale ancora imposte. Egli riconosce, tuttavia, che ci sono già i primi segnali di ottimismo negli Stati Uniti. Ad esempio, il significativo aumento dei veicoli ricreativi 4x4.

L'occupazione è l'elemento principale a cui secondo il manager bisogna prestare attenzione. Se è vero che molti ristoranti e negozi al dettaglio stanno riaprendo, Weldon stima che sarà solo una piccola percentuale e che alcuni saranno addirittura chiusi per sempre. Tuttavia, va notato che molte piccole e medie imprese hanno ricevuto aiuti di Stato per incoraggiare l'occupazione. Weldon si muove con un’attitudine positiva, ma mitigata dai rischi che ancora esistono. Inoltre, ricorda che il virus è arrivato in un contesto di elevato indebitamento aziendale, per cui prevede un aumento del numero di fallimenti. Questo a sua volta significherà meno occupazione e meno investimenti per le imprese. Con tutto questo in mente, l'esperto si aspetta che gli Stati Uniti mantengano un tasso di disoccupazione a due cifre man mano che l'economia cominci a riprendersi.

E non dimentichiamo che questo è un anno di elezioni presidenziali, quindi la salute economica sarà una priorità per il presidente Trump. "Ogni decisione presa da Trump riguarda il modo in cui consolidare la sua rielezione", dice Weldon. Non esclude l'approvazione di ulteriori misure di stimolo al lavoro, se necessario. Tuttavia, ad oggi la bilancia pende a favore di una vittoria schiacciante per i democratici. La grande domanda è chi Joe Biden eleggerà come vice presidente. Elisabeth Warren, uno dei nomi che circolano di più, manderebbe un chiaro messaggio sul tipo di politiche che faranno da apripista. "Non è una vicepresidente che sarà relegata a tagliare i nastri inaugurali", spiega Weldon. Warren è nota per le sue posizioni anti-big tech e venture capital. Il mercato potrebbe interpretare la sua nomina come anti-business, interpreta il manager.

Ma chiunque vinca, gli impatti a lungo termine per l'economia statunitense sulla scia della crisi COVID-19 sono più debito e, a sua volta, meno crescita del PIL nominale.

Implicazioni per i portafogli di Artemis

Weldon gestisce, tra le altre strategie, i fondi Artemis Funds (Lux) - US Smaller Companies e Artemis Funds (Lux) - US Select, entrambi che hanno ottenuto il rating ‘C’ consistente di FundsPeople nel 2020. Parte di questa consistenza nel processo del gestore può essere spiegata dalla filosofia di equilibrio che egli applica alla costruzione dei portafogli. Ad esempio, di fronte alla crisi attuale, individua due stili di idee. Da un lato, di fronte alle scarse prospettive di crescita economica, egli sostiene la necessità di avere aziende buone e stabili, quelle con un tasso di crescita dei profitti del 5-7%. Ma d'altra parte, nonostante la crisi, non hanno rinunciato a tutte le loro posizioni nelle aziende del commercio al dettaglio. "Se li avevamo prima, era perché pensavamo che fossero buoni affari, ed è ancora così", spiega. Un esempio è rappresentato dai Burlington Stores, che seguono un modello di business simile al TkMaxx di rivendita di articoli di terzi a prezzi bassi. Dalla chiusura di altri rivenditori potrebbero addirittura trarre un vantaggio, in quanto possono acquisire maggiori scorte a costi inferiori.

La crisi di COVID-19 ha accelerato dei trend che il gestore ha già individuato: in generale, il mondo digitale è il chiaro vincitore al livello di modelli di business aziendali. Weldon lo nota, ad esempio, nel modo in cui la domanda di servizi di cloud computing è salita alle stelle. Ma si può vedere anche in aree meno ovvie, come il settore finanziario. Un'idea in cantiere è il FIS (Fidelity National Information Service), che, tra gli altri servizi, aiuta le banche più piccole a creare la loro struttura online. "Sappiamo che le grandi banche spendono milioni per i loro servizi via Internet. Quando sei una piccola entità non hai quel tipo di budget, ma le aspettative dei tuoi clienti sono le stesse. FIS offre un software personalizzabile e pronto all'uso", spiega il manager.

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