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La sostenibilità passa anche dalla previdenza complementare


La sostenibilità passa anche dalla previdenza complementare. Alla kermesse più importante del risparmio gestito, targata Assogestioni, è il messaggio che Simone Bini Smaghi, vicedirettore generale di Arca Fondi SGR, lancia senza mezzi termini: “Oggi i giovani che manifestano nelle piazze di tutto il mondo sono gli stessi che a breve dovranno fare i conti con la previdenza complementare, per poter avere fra trenta o quarant’anni una pensione. È necessario guardare anche in questa direzione, quando si parla di investire responsabilmente, d’impatto ambientale o del futuro delle nostre città”. Temi cari alla società guidata da Ugo Loser, che da vent’anni gioca in prima linea in ambito pensionistico.

Non a caso, dal 1998 la SGR amministra Arca Previdenza, il primo fondo pensione aperto in Italia con oltre 3,6 miliardi di euro di asset gestiti.  “Se in questi anni il risparmio gestito nel nostro Paese è cresciuto, la previdenza è rimasta indietro, spesso non sufficientemente supportata da governi che hanno guardato sempre al breve o brevissimo termine. Va invece aiutata a crescere, anche per sostenere le sfide del futuro, ma con un tempo d’investimento nel lungo periodo”. Proprio per questo, come spiega lo stesso vicedirettore generale da inizio anno Arca ha lanciato un servizio interessante per i suoi clienti: la possibilità di investire in un fondo comune a bassa volatilità che alimenta con rate mensili e trimestrali il fondo pensione che Arca ha messo a disposizione delle proprie reti. “Dopo anni siamo riusciti a far parlare questi due mondi, il risparmio gestito e l’investimento nel medio lungo termine, e siamo partiti con questo servizio che in questi primi mesi di vita sta ottenendo un discreto successo”.

Ma le novità in cantiere sono parecchie: “Abbiamo un’agenda fitta di obiettivi. Oltre a spingere il nostro fondo pensione stiamo cercando di creare nuovi strumenti per migliorare l’allocazione dei risparmiatori. Servono portafogli ben diversificati e con prospettive di rendimento: è questa la sfida attuale su cui ci muoviamo”, aggiunge Bini Smaghi. Non a caso il segmento digitale è tra i temi portanti dell’agenda di Arca: “avvieremo un percorso grazie ad una tecnologia agevolata per dare la possibilità a clienti e consulenti di conoscere meglio i mercati e i prodotti”, continua il manager.

La combinazione tra tecnologia e una consulenza sempre più di valore, per Bini Smaghi, faranno infatti la vera differenza nel risparmio gestito del domani. In questo senso è necessario che risparmiatori, consulenti e professionisti lavorino d’orchestra. “No all’investimento fai da te - che è negativo e lo sarà sempre più perché avremo sempre più movimenti bruschi sui mercati -. Sì a un approccio positivo agli investimenti e a un confronto costruttivo per capire che il valore spesso risiede proprio nel tempo”, conclude il manager.

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