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La sostenibilità (ora) piace ai clienti e fa bene al portafoglio


Cinque universi di investimento, sette anni di raccolta dati e oltre 1.700 aziende analizzate. Amundi mette sotto la lente di ingrandimento l’impatto dello screening ESG sulla performance di portafoglio. I risultati, che per selezione del perimetro di studio corrispondono agli indici MSCI Nord America, MSCI EMU, MSCI Europe-ex EMU, MSCI Japan e MSCI World, si sono dimostrati dipendenti da tre fattori: periodo di osservazione, universo di investimento e strategia di investimento. Considerando il periodo di studio nella sua interezza, è evidente come il filtro ESG abbia avuto un impatto limitato sul rischio di portafoglio mentre sia stato cruciale in termini di rendimento.

Tra il 2010 e il 2013 – si legge nello studio di Amundi - l'esposizione ESG ha penalizzato gli investitori sia passivi che attivi. Al contrario, gli investimenti ESG sono stati una fonte di sovraperformance in Europa e Nord America dal 2014 al 2017. Ad esempio, l’acquisto di azioni best-in-class (miglior 20%) e la vendita delle peggiori azioni di una specifica categoria (peggior 20%) avrebbero generato un rendimento annualizzato del 3,3% in Nord America e del 6,6% nell’Eurozona nel periodo 2014-2017, mentre queste cifre sono state rispettivamente del -2,70% e del -1,20% tra il 2010 e il 2013”.

Un’inversione di tendenza legata a doppio filo alla crescente sensibilità e al sempre maggior interesse degli investitori, in particolare istituzionali. “L’impatto sulla performance - evidenzia sul punto il report della casa francese - è determinato dall’aumento della domanda per gli approcci ESG da parte degli investitori che genera flussi verso le azioni best-in-class, i quali a loro volta danno una spinta ai prezzi e alle performance delle azioni”.

Anche in Italia l’universo degli investimenti sostenibili ha raggiunto un importante livello di considerazione, destinato ad aumentare in modo esponenziale nei prossimi anni, con conseguente crescita delle masse gestite, secondo quanto emerso dalla Global Investment Survey di Legg Mason. Il 46% degli intervistati nel sondaggio a cura della casa statunitense dichiara che nei prossimi 5 anni aumenterà la sua allocazione in investimenti ESG, mentre il 47% tiene già in considerazione i fattori di sostenibilità nelle proprie scelte di allocazione. Percentuale che sale al 93% di risposte positive alla domanda circa il dovere o meno dei fund manager di monitorare attivamente le aziende in cui investono per assicurarsi che agiscano in maniera responsabile.

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