La sostenibilità messa alla prova, l’ESG sovraperforma in un contesto volatile


Contributo a cura di Jenn-Hui Tan, Global Head of Stewardship and Sustainable Investing, Fidelity International. Contenuto sponsorizzato.

I primi nove mesi del 2020 sono stati caratterizzati dalla crisi del Covid-19, con mercati altalenanti, grandi cambiamenti a livello di politica monetaria e fiscale e prospettive economiche straordinariamente austere. Questo periodo ha fatto da sfondo al primo crollo e alla conseguente ripresa di mercato su larga scala dell’era dell’investimento sostenibile, producendo dunque terreno fertile per una ricerca sul rapporto tra sostenibilità e performance.

Forte correlazione tra performance di mercato e rating ESG

Abbiamo confrontato la performance di 2659 aziende coperte dai nostri analisti azionari e di 1450 nel segmento obbligazionario, avvalendoci del sistema di rating ESG proprietario di Fidelity International. Abbiamo rilevato che la forte correlazione positiva tra la performance di mercato relativa di un’azienda e il suo rating ESG ha dimostrato una buona tenuta nell’orizzonte temporale esteso di nove mesi. Le aziende nelle posizioni più alte della nostra scala di rating (A e B) hanno sovraperformato quelle con rating più deboli (D ed E) in ciascun singolo mese da gennaio a settembre, aprile escluso. Nei nove mesi in esame, i titoli A hanno sovraperformato l’indice MSCI AC World e il rapporto lineare nei vari gruppi di rating ESG della ricerca precedente (in cui ciascuno aveva superato il gruppo inferiore, da A ad E) si è dimostrato valido anche nell’orizzonte esteso di nove mesi.
Nel complesso, aver osservato il rapporto tra rating ESG elevati e rendimenti nel corso di una fase di crisi e di successiva ripresa supporta la nostra view secondo cui l’attenzione alla sostenibilità di un’azienda è fondamentalmente indicativa della qualità del suo CdA e del suo management. 

Azionario

L’improvviso crollo di mercato registrato tra febbraio e marzo è stato estremamente netto e ha penalizzato i mercati di tutto il mondo. Ad esempio, negli USA ci sono volute solamente 16 sessioni perché l’indice S&P 500 perdesse il 20% dal picco di febbraio, segnando il più rapido mercato ribassista nella storia degli Stati Uniti.

La ripresa è stata ugualmente straordinaria e l’indice MSCI All Country World è tornato allo stesso livello di inizio dell’anno. In questo periodo, le quotazioni azionarie delle aziende con rating di sostenibilità Fidelity elevato (A) hanno prodotto un rendimento azionario equiponderato* positivo dello 0,4 percento, superando il benchmark globale, mentre quelle con rating da B ad E hanno perso terreno.

Se da un lato ciascuna categoria ESG ha sovraperformato quella sottostante, è importante rilevare che la maggior parte delle categorie ha sottoperformato l’indice MSCI a causa degli enormi rialzi messi a segno dal settore tecnologico durante il 2020. I titoli tecnologici sono dispersi lungo l’intero spettro dei rating ESG, da A fino a E, pertanto nessuna delle cinque categorie è stata in grado di tenere il passo con il benchmark.

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Fonte: Fidelity International, ottobre 2020. Nota: la tabella indica i rendimenti azionari equiponderati in USD dei titoli con rating A-E rispetto ai rendimenti in USD dell’indice MSCI AC World, dal 1° gennaio al 30 settembre 2020. Dati tratti dai rating di 2659 aziende.

I titoli con rating ESG superiori hanno realizzato rendimenti migliori in quasi tutti i mesi

Captura_de_pantalla_2020-11-16_a_las_16Fonte: Fidelity International, ottobre 2020. Nota: l’orizzonte temporale è compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2020.​

Orientamento del rating: sottoperformance delle società con prospettive ESG in peggioramento

Nell’assegnare il rating ESG alle aziende, i nostri analisti esprimono inoltre la loro opinione in merito al miglioramento, al peggioramento o alla stabilità della performance ESG. Il 31% delle aziende ha prospettive in miglioramento e solo il 4% in calo, il che dimostra la grande importanza che oggi viene attribuita all’ESG dai livelli più elevati del management.

Guardando ai rendimenti, le aziende con prospettive in peggioramento hanno sottoperformato quelle stabili e in miglioramento per la maggior parte delle categorie di rating. Presi come gruppo, i relativi titoli sono scesi in media dell’11% nei primi nove mesi del 2020, rispetto a una perdita del 6,8% per le aziende con prospettive stabili e del 6,3% per quelle in miglioramento. Ancora una volta, questo avvalora la nostra ipotesi in base a cui le aziende con team di gestione interessati alle tematiche ESG realizzano una performance di mercato migliore. E anche in questo caso risulta evidente l’effetto del settore tech.

Prospettive ESG in peggioramento hanno indebolito la performance

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Fonte: Fidelity International, ottobre 2020. Nota: l’orizzonte temporale è compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2020. Dati tratti dai rating di 2659 aziende.

Obbligazionario

I risultati sul mercato obbligazionario sono simili a quelli riscontrati nel segmento azionario. Nel periodo compreso tra il 2 gennaio e il 30 settembre, i titoli di aziende con un rating ESG più elevato hanno archiviato performance (su base non corretta) mediamente superiori rispetto alle controparti con rating inferiore. Le obbligazioni delle 154 aziende con rating A hanno reso il -0,5% in media, rispetto al -1,5% delle 557 aziende B e al -4,6% delle 225 società D. Abbiamo rilevato una certa sovrapposizione tra le aziende con rating D ed E, che può essere spiegata dal campione più ridotto dell’ultima categoria, che comprende solo 24 aziende.

Fattori ESG di qualità comportano rendimenti obbligazionari migliori

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Fonte: Fidelity International, ottobre 2020. Nota: l’orizzonte temporale è compreso tra il 2 gennaio e il 30 settembre 2020. Dati tratti dai rating di 1450 aziende. Extra rendimenti sui titoli di Stato nelle relative valute. Ad esempio, per le società con debito in EUR sono utilizzati i titoli di Stato tedeschi.

Rettifica in base alla qualità creditizia

Non tutte le obbligazioni sono uguali. Abbiamo osservato che le aziende con rating ESG più elevato hanno inoltre evidenziato uno spread creditizio medio iniziale (corretto in base all’opzione) inferiore, a dimostrazione del fatto che si tratta di nomi di qualità elevata che dovrebbero sovraperformare le controparti con rating inferiore nelle fasi di volatilità.

Quando controlliamo il livello iniziale di beta creditizio di ciascun emittente, la performance nelle diverse categorie di rating ESG di Fidelity è costante e le obbligazioni di aziende con rating più elevati continuano a registrare risultati migliori rispetto alle controparti con rating inferiore.

La rettifica in base agli spread iniziali produce una dispersione simile

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Fonte: Fidelity International, ottobre 2020. Nota: l’orizzonte temporale è compreso tra il 2 gennaio e il 30 settembre 2020. Dati tratti dai rating di 1450 aziende. Extra rendimenti sui titoli di Stato nelle relative valute. Ad esempio, per le società con debito in EUR sono utilizzati i titoli di Stato tedeschi.

Per questo calcolo, abbiamo suddiviso i ticker in quintili in base allo spread creditizio iniziale e calcolato il rendimento medio di ciascuna combinazione tra quintile e rating ESG, calcolando ancora una media in base ai segmenti di spread creditizio per ottenere un singolo numero per ciascun rating A-E.

Abbiamo rimosso dall’analisi tutti i ticker con rating E e tutti i ticker nel quintile della qualità creditizia inferiore, a causa dei numeri ridotti.

La sostenibilità è un indicatore di performance migliore in fase di turbolenza dei mercati obbligazionari

Captura_de_pantalla_2020-11-16_a_las_16Fonte: Fidelity International, ottobre 2020. Nota: l’orizzonte temporale è compreso tra il 2 gennaio e il 30 settembre 2020. Dati tratti dai rating di 1450 aziende.​

 

*Nota sulla metodologia azionaria

Abbiamo deciso di ponderare equamente gli emittenti nelle nostre categorie ESG per due motivi. In primo luogo l’equiponderazione evita che la performance di un gruppo ESG sia influenzata da un titolo con una capitalizzazione di mercato particolarmente elevata o ridotta.

In secondo luogo, in Fidelity International prendiamo in considerazione società di ogni dimensione e capitalizzazione di mercato per individuare potenziali opportunità di alfa e abbiamo dunque ritenuto che l’equiponderazione fosse opportuna nel valutare i risultati.

Per contestualizzare precisamente la ricerca nell’ambito dell’azionario più ampio, abbiamo effettuato un confronto con l’Indice MSCI World con ponderazione di mercato. Come misura standardizzata e ampiamente utilizzata, pensiamo che rappresenti il benchmark più riconoscibile e semplice da utilizzare per il nostro sistema.

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