La soluzione di AcomeA per investire a breve termine


Tratto dalla rivista numero 31 Funds People - sezione Gestore Italiano.

In Italia, negli anni, è maturata una grossa diffidenza verso i mercati finanziari. Il risparmiatore medio italiano vuole ancora investire il proprio capitale in asset privi di rischio e che gli permettano di ottenere dei rendimenti annuali del 2%. Ma, purtroppo, come ben sappiamo, non è più così semplice. Per rispondere a questa esigenza, nove anni fa AcomeA SGR ha lanciato il fondo AcomeA Breve Termine (rating Blockbuster Funds People) che investe principalmente in obbligazioni governative - e societarie in misura più contenuta - assumendo una diversificazione globale ed eliminando il rischio cambio. 

La copertura del rischio di oscillazione del cambio ci consente di posizionarci su aree del mondo che offrono tassi reali elevati contenendo i rischi e l’impatto della volatilità”, spiega Alberto Foà, gestore dell’AcomeA Breve Termine e presidente della società. Il comparto può investire in qualsiasi emissione sovrana, di qualsiasi area geografica ed emittente, coprendo al 100% il rischio valuta e mantenendo una duration del portafoglio inferiore a 36 mesi. “Nel corso degli anni gli emittenti sovrani si sono moltiplicati: ora troviamo opportunità anche nel Sud-est Asiatico, in Africa e in Sud America”, commenta Foà. “Avendo a disposizione un ventaglio di scelte molto ampio, possiamo investire sui tratti brevi e medi delle curve con un’ottica globale”.

Selezione dei titoli

La scelta dei titoli si fonda su un’accurata analisi macroeconomica e sul merito creditizio degli emittenti. “Oggi nel mondo ci sono oltre dieci trilioni di euro di obbligazioni con rendimenti negativi. In questa fase è importante definire il corretto livello di rischio per andare alla ricerca di rendimenti accettabili al netto delle commissioni e dei costi di gestione”, spiega il presidente . “Quello che facciamo con l’AcomeA Breve Termine è sfruttare periodi di stress sui mercati per scovare opportunità di sconto. Inoltre, cerchiamo di investire in titoli governativi, tra questi anche gli italiani, con spread positivo sulle curve dollaro ed euro in modo da ottenere dei maggiori ritorni”.

Titoli governativi

“Riteniamo che l’investimento in titoli governativi debba essere sempre fatto in un’ottica di diversificazione geografica”, spiega Foà. La diversificazione del portafoglio tiene conto di oltre 30 emittenti ripartiti in circa 60 differenti emissioni. 

Quanto alle emissioni corporate, invece, moltissime aziende, soprattutto americane, presentano oggi un alto livello d’indebitamento a causa delle politiche ultra accomodanti delle Banche centrali. “Circa il 15% dello S&P500 è costituito da zombie companies, che fanno fatica a pagare gli interessi sui finanziamenti a breve termine. Al contrario, invece, dopo la crisi del 2008, il sistema bancario si è rafforzato e oggi mostra dei livelli di indebitamento molto più bassi rispetto a dieci anni fa. Infine - conclude Foà - siamo anche usciti dai cosiddetti ‘frontier markets’ per concentrarci sui mercati emergenti, che presentano un minor livello di rischio ma buoni rendimenti”.

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