La selezione come base del successo nell’obbligazionario corporate


Ci troviamo in un contesto in cui aiuti statali e interventi delle Banche centrali sono chiamati a fare da tampone e a supportare l’economia reale. Tante situazioni critiche a livello di domanda interna e di domanda aggregata dovranno essere prese in carico da governi e istituti di politica monetaria tramite, principalmente,, l’imissione di liquidità. Una condizione necessaria ma non sufficiente per una ripresa dell’economia che non può realizzarsi solo tramite sussidi. I prossimi mesi e forse anni saranno caratterizzati dall’incertezza e dalla dipendenza dalla fine della crisi sanitaria e ci saranno molte imprese che non ce la faranno”.

Un sola parola d’ordine

L’analisi di Domenico Del Borrello, managing director, country manager Italia di Muzinich & Co., ha certamente il merito de realismo. Qualità che non può mancare per chi guida la branch italiana di una boutique di investimento specializzata in ambito come quello dell’obbligazionario corporate, in cui la resilienza delle imprese è un faro imprescindibile per la gestione.

Un fiore all’occhiello il dato che Muzinich & Co. è in grado di mostrare in tal senso. “La bontà di un fondo obbligazionario corporate”, spiega Del Borrello si riconosce certamente dalla performance e dal controllo del rischio, ma entrambe questa variabili dipendono dalla capacità del gestore di evitare default e pesanti downgrade dei titoli che ha in portafoglio”. Il tasso di default annualizzato calcolato dal 1991 a oggi mostra, infatti, una media per i fondi Muzinich &C. pari allo 0,3% mentre il mercato si attesta sopra il 3%.

La parola d’ordine, oggi più che mai, è selezione”, afferma il manager, sottolineando l’importanza della specializzazione in una sola area dove operano oltre 200 professionisti tra gestori e analisti. “Una nostra caratteristica peculiare è il conferimento della medesima dignità professionale a gestori e analisti.  A questi ultimi è, infatti, demandato il ruolo di svolgere indagini sui settori di riferimento e lo studio dettagliato delle singole aziende e dei singoli titoli obbligazionari, fondamentale in ottica di contenimento del tasso di default”, aggiunge.

Mercati privati

Muzinich & C. ha oggi circa 40 miliardi di dollari statunitensi di masse ingestione di cui 7 in Italia. L’offerta sui mercati pubblici è composta da 10 fondi comuni che investono in credito investment grade, credito high yield e crossover. Per quanto riguarda i mercati privati, ambito in cui secondo Del Borrello sono presenti oggi le più importanti novità, la società è stata la prima a lanciare nel 2015 un fondo di private debt interamente composto da aziende italiane. Nel 2018 inoltre Muzinich & C. ha completato l’acquisizione di Springrowth, SGR italiana specializzata in DLF (diversified loan funds) e attiva nel prestito a piccole e medie imprese.

“Nei mercati pubblici”, analizza il country manager Italia di Muzinich & C., “stiamo tonando ai livelli pre-Covid. Per trovare nuove forme di rendimento è necessario guardare ai private markets e per questo motivo stiamo lavorando intensamente a nuovi prodotti in partnership con grandi banche private italiane”. “In questo momento è il segmento più innovativo che permette di dare vita a soluzioni di risparmio gestito illiquide con orizzonte temporale di 7-8 anni e significativo vantaggio fiscale”.

Il riferimento è alla normativa sui nuovi PIR alternativi che va ad affiancarsi all’iniziativa del legislatore europeo che ha dato vita ad un’altra tipologia di strumento su cui è impegnata la società lato mercati privati.

Muzinich & Co. è stata infatti tra le prime società a lanciare un fondo ELTIF, Firstlight, in collaborazione con Cordusio SIM, che ha raccolto oltre 400 milioni e investe con strategia multi-credit in un portafoglio dinamico di strumenti liquidi (syndicated loans europei e obbligazioni high yield) e illiquidi (private debt europeo).

“La nostra capacità di essere innovatori nell’area dei private markets”, conclude Del Borrrello, “è data dal trasferimento dell’expertise maturata in oltre 40 anni di attività nel mercato obbligazionario corporate pubblico, con un’attività di selezione che, nel caso degli strumenti con focus specifico sul nostro Paese, viene fatta dall’Italia sull’Italia con contatto diretto con le aziende e con le associazioni imprenditoriali”.

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