La rivoluzione del wealth management secondo Paolo Langé (Cordusio)


Una nuova era in cui le misure di politica monetaria una volta considerate straordinarie si trasformano in strutturali e organiche al sistema è ormai iniziata. Il mondo degli investimenti si adatta progressivamente, prendendo atto di una maggiore correlazione fra asset class rispetto al passato e, più recentemente, di un ritorno stabile della volatilità sui mercati. Cordusio, wealth manager in Italia del gruppo UniCredit, al terzo posto tra gli operatori specializzati con una quota di mercato del 14,8%, ha avviato un processo evolutivo profondo per rispondere al mutamento in atto, impegnandosi in modo concreto nella formazione e informazione, tanto internamente quanto nei confronti della clientela.

“È ormai da molto tempo”, afferma Paolo Langé, amministratore delegato di Cordusio, “che stiamo ripetendo che il paradigma finanziario è completamente cambiato. Le obbligazioni non forniscono più rendimenti positivi: secondo J.P. Morgan, circa 10 mila miliardi di dollari a livello globale sono investiti in obbligazioni a rendimento negativo e in Europa un terzo delle obbligazioni governative ha un rendimento negativo o comunque prossimo allo zero”.

“Pur essendo lo studio dei fondamentali importante nella selezione dei titoli azionari”, aggiunge, “gli sbalzi dei mercati sono spesso soggetti agli algoritmi automatici di vendita. I vecchi stili di gestione non sono più applicabili e questo lo dimostra anche il fatto che nel 2018 sono stati oltre 580 gli hedge fund a livello globale che hanno deciso di chiudere i battenti e restituire i soldi ai clienti piuttosto che restituire rendimenti pesantemente sotto lo zero”.

Il nuovo paradigma della gestione

Una rivoluzione che va a modificare in modo netto i paradigmi della gestione di portafoglio, che deve inoltre tenere conto delle aspettative di crescita rallentata per il 2019. “I nostri portfolio manager”, sottolinea Langé, “affrontano gli investimenti con un approccio binario, ripartendo l’investimento tra soluzioni stabili nel tempo che, secondo le valutazioni dei nostri analisti, sono nettamente decorrelate dal ciclo economico della regione a cui appartengono, a cui affianchiamo una selezione di titoli tattici che viene effettuata attraverso algoritmi matematici, sviluppati o internamente oppure elaborati da start-up che utilizzano intelligenza artificiale e tecniche statistiche avanzate per monitorare le inefficienze dei mercati”.

Formazione costante e sempre più specializzata

La specificità del panorama italiano e europeo significa inoltre dovere affrontare un’ulteriore sfida data dalle nuove normative, primariamente MiFID II. Non solo la gestione cambia, ma in modo netto anche la relazione con il cliente del private banker, chiamato a investire in modo sempre più forte sulla propria professionalità con un approccio lifelong learning.

“Il nostro processo di formazione”, afferma su questo punto Langé, “è ispirato al Global Learning Framework del Gruppo UniCredit ma è sviluppato e personalizzato per fornire competenze che sono più specifiche del business wealth management. Innanzitutto, per le risorse provenienti dal mercato esterno prevediamo l’affiancamento di un collega esperto e un’attenzione particolare è stata data alla formazione sulla gestione del rischio finanziario in tutti i suoi aspetti”.

Nel 2018 il gruppo UniCredit ha creato la Investment Academy Certification, allo scopo di mantenere e aggiornare le competenze del personale dedicato alla consulenza e ai servizi d’investimento. La struttura del corso, che ha coinvolto quasi 200 persone in Cordusio, declina i contenuti nel dettaglio prendendo a riferimento le competenze ESMA.

“Per il 2019”, rivela l’amministratore delegato del wealth manager, “sfruttando anche le capacità di wealth management di gruppo in tutta Europa, stiamo lavorando a una piattaforma formativa europea che ci permetterà di creare delle professionalità ancora più competenti in tema di corporate governance e di tematiche imprenditoriali come il passaggio generazionale, andando oltre le richieste standard della nuova normativa".

Consulenza patrimoniale evoluta

Il percorso di formazione descritto da Langé si muove verso una concezione del rapporto con il cliente sempre più ampia che mira ad abbracciare l’intero spettro delle esigenze patrimoniali famigliari e insieme imprenditoriali. “Il fatto di avere alle spalle una banca pan-europea vincente”, sottolinea, “è un elemento fondamentale perché poter contare su un network di competenze consolidato soprattutto nel campo corporate e corporate investment banking”. “I nostri banker”, conclude, “sono già diventati figure di riferimento per i clienti in molte operazioni cruciali: dalla cessione dell’azienda al passaggio generazionale, e stiamo continuando a sviluppare le nostre capacità e il nostro modello di cooperazione con il gruppo per diventare il vero partner anche nella nascita di un’impresa, nella tutela del patrimonio familiare nell’acquisto di una nuova impresa o nella gestione di una IPO”.

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