La ricerca del valore intrinseco del Wells Fargo WF U.S. High Yield Bond Fund


Con un approccio bottom-up focalizzato sul profilo rischio/rendimento di ciascun emittente obbligazionario il Wells Fargo WF U.S. High Yield Bond Fund si è aggiudicato quest’anno il rating Funds People Consistente. Il fondo è gestito da più di dieci anni da Niklas Nordenfelt, senior portfolio manager and co-head del team U.S. High Yield Fixed Income di Wells Fargo AM, che ci ha spiegato perché esistono ancora opportunità nel mercato high yield statunitense e quali sono le caratteristiche principali della sua strategia così efficace.

I primi mesi del 2019 sono stati prospicui per il mercato dei titoli obbligazionari ad alto rendimento negli Stati Uniti, che hanno registrato un importante rally. Tuttavia gli spread sono ancora 80 pb al di sopra rispetto al recente restringimento. Fin quando le condizioni economiche rimangono favorevoli e i tassi di default abbastanza bassi, questo segmento del credito rimane un’ottima alternativa. “Il rischio di recessione è aumentato, ma gli Stati Uniti riusciranno ad evitarlo nel breve periodo”, commenta Nordenfelt. Dunque le opportunità non mancano, bisogna solo saperle coglierle.

“Nell’ambito di questo segmento crediamo che ci sia particolare valore nelle emissioni di società di gasdotti, che continueranno a migliorare i loro parametri, con un conseguente restringimento degli spread. Per quanto riguarda il merito creditizio degli emittenti, preferiamo gli emittenti con rating B, rispetto quelli BB, questi utlimi infatti tendono a rispondere di più ai movimenti dei tassi. Inoltre alla luce del forte rialzo dei titoli BB, sovrappesiamo gli emitenti B,  anche perché crediamo che abbiano maggiori possibilità di rialzo, con un minore rischio di tasso. Non estendiamo le nostre preferenze ai titoli con rating C, che pensiamo siano troppo correlati con i mercati azionari, soprattutto durante la fase finale del ciclo”, aggiunge il gestore.

La strategia

L'obiettivo della strategia è quello di identificare i titoli con un valore intrinseco pari o superiore al valore di mercato del debito (downside protection), con una particolare attenzione agli emittenti che hanno maggiore possibilità di rimborso del loro debito, senza dover necessariamente favorire delle condizioni favorevoli di liquidità. “Nella determinazione del valore intrinseco di lungo termine non ci concentriamo su paramentri derivanti dal mercato (come potrebbe essere l’uso di multipli o degli utili), ma preferiamo valutare il ROIC o la capacità delle aziende di ripagare il proprio debito attraverso la generazione dei flussi di cassa. Questo approccio ci evita di imbatterci in bolle di mercato”, spiega Nordenfelt.

“Il mercato del credito high yield è soggetto ai cosiddetti ‘hot lending’ con conseguenti fasi di boom e di arresto. Queste fasi offrono diverse opportunità, per esempio permettono di allontanarsi dal rischio non compensato nel caso di bull market e di entrare nelle posizioni quando il mercato sottovaluta il valore reale di lungo periodo. Il nostro portafoglio è costruito per resistere ai cicli particolarmente aggressivi per il mercato dei corporate bond e può trarre beneficio da eventuali restringimenti delle condizioni di prestito, rendendolo così meno volatile”, aggiunge.

L’attuale posizionamento

Niklas Nordenfelt ha deciso attualmente di sottopesare il beta, che si traduce in una minore esposizione alla duration e al rischio spread, ha inoltre una migliore qualità creditizia rispetto al benchmark.Il portafoglio è meno esposto ai settori ciclici. Hanno peso maggiore gli emittenti con una forte copertura patrimoniale e quei settori che generano reddito in maniera stabile. D’altro lato il fondo ha una minore esposizione nei confronti di quei emittenti che dipendono fortemente dall’accesso al mercato dei capitali per poter rifinanziare il loro debito a buon prezzo.

Il gestore ha sovraponderato le utilities, ma si tratta di emittenti che operano nel campo delle energie rinnovabili rispetto a quelle tradizionali, tuttavia il fondo è meno esposto alle società che si occupano dell’esplorazione e produzione. Un peso maggiore ha anche il settore sanitario e società di servizi healthcare, con particolare focus sugli ospedali, e soprattutto senior bond, che sono meno soggetti ad eventuali cambiamenti legati all’Affordable Care Act. Infine è stato sottopesato il settore tradizionale del retail ed è stato sovrappesato il settore delle concessionarie auto, nell’ottica che i ricavi da servizi offrano una maggior difesa dai cicli economici, rispetto quelli delle vendite.

 

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