La ricerca del rendimento: la vera sfida del wealth management


Gli ultimi 10 anni rappresentano una fase unica nella storia economica che ha visto le Banche centrali in prima linea nel rispondere alla crisi finanziaria del 2008. Le politiche monetarie accomodanti, hanno determinato una discesa dei rendimenti obbligazionari su livelli che non hanno alcun precedente nella storia, fino ad attestarsi in territorio negativo in Area Euro. 

“Le analisi della composizione della ricchezza delle famiglie e quindi delle attività finanziarie nei portafogli evidenziano un cambiamento molto rilevante nel corso degli ultimi dieci anni”, spiega Lella Russo, responsabile Area Investment Center di Banca Mps. “La crisi ha infatti impattato fortemente sul modello di investimento della ricchezza,  con gli italiani che mostrano una crescente predilezione per gli strumenti di liquidità che si attestano intorno al 31% del totale. I depositi bancari sono l’unico strumento in crescita dal 2006 a fronte di una riduzione generalizzata degli altri asset, in risposta ad un notevole calo della fiducia in un contesto di forte incertezza”. 

In questo contesto si spiega il forte calo dei titoli obbligazionari (in diminuzione di circa un terzo nell’ultimo decennio) che rappresentano attualmente il 7% della ricchezza totale attestandosi sui valori minimi dagli anni 50. L’effetto tassi negativi ha inoltre decretato la fine dei bot people ed in generale dalla presenza del risparmio delle famiglie destinato a finanziare il debito pubblico. “In prospettiva, l’industria del wealth management si troverà sempre più a fronteggiare una sfida molto impegnativa, condizionata fortemente dalla ricerca di rendimento in un contesto di tassi negativi o, comunque, molto compressi sul segmento obbligazionario”, spiega l’esperta.

Strategie alternative

Il contesto descritto induce quasi inevitabilmente ad analizzare delle strategie alternative di investimento che implichino dei ritorni adeguati alla tipologia di rischio assunto e rispondano all’esigenza di ricerca di rendimento, soprattutto per componenti satellite dei portafogli considerati. “Negli ultimi anni le aspettative degli investitori sono cambiate: inizialmente erano focalizzate sulla diversificazione del rischio mentre oggi il focus è anche sulla generazione di rendimento alternativo”, spiega la manager.

Nel corso degli ultimi anni, sulla spinta di una necessità di armonizzazione a livello europeo e di perseguimento di finalità sistemiche e di sviluppo sociale, il legislatore ha affinato e innovato le caratteristiche degli strumenti di gestione collettiva del risparmio, declinandoli su categorie completamente nuove. Protagonisti indiscussi di questa rivoluzione/evoluzione sono stati gli investimenti alternativi. “I FIA, fondi regolamentati all’interno della direttiva Alternative Investment Fund Management, rappresentano una risposta possibile alle sfide del contesto attuale. Tali strumenti, infatti, investono sia in società quotate che non quotate e comprendono private equity, private debt, ELTIF che, qualora di nuova generazione, vedono anche la possibilità di negoziazione delle quote (ancora non esiste un’offerta adeguata sul mercato italiano)”. 

Investimenti tematici

I trend tematici rappresentano una dinamica ormai strutturale nelle scelte di investimento che stanno ridisegnando l’industria. “I cambiamenti climatici, la rivoluzione tecnologica e le dinamiche demografiche stanno cambiando il mondo in cui viviamo e conseguentemente le nostre scelte di investimento”. 

Il crescente interesse degli investitori privati anche per gli investimenti sostenibili, allargatosi anche al comparto retail, sta trasformando un contesto di nicchia in un flusso globale che vede la quota di mercato di questi ultimi in crescita al 30% dal 3,4% del 2014. “Ai criteri più stringenti di responsabilità sociale ed ambientale nella selezione degli investimenti potrebbe corrispondere teoricamente una elevata stabilità dei rendimenti attesi oltre che un profilo qualitativamente migliore degli stessi, un maggior contenimento dei rischi anche nei periodi di elevata volatilità e diversificazione elevata dei propri portafogli. Investire nella sostenibilità per migliorare l’impatto delle scelte di investimento, nel rispetto dell’ambiente e della società potrebbe permettere dunque di realizzare anche dei portafogli con un profilo di rendimento più stabile nel tempo”, conclude Lella Russo. 

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