La razionalità di un contesto “eccezionale”


Partiamo da una premessa: “oggi i consumatori sono maggiormente al centro, prendono delle decisioni. In passato, questi si adattavano ad un’offerta, oggi, invece, decidono. Forse hanno le idee più chiare, oppure sono semplicemente più attivi”. Esordisce così Antonio Bottillo, managing director di Natixis Investment Managers Italia, in occasione della conferenza stampa tenutasi a Milano della società affiliata Dorval Asset Management, volta a capire il perché i mercati restano “razionali” nell’attuale contesto definito, a detta degli esperti ospiti, “eccezionale”.

Sophie Chauvellier, membro del team di ricerca economica e asset allocation, nonché gestore multi-asset internazionale flessibile della società, spiega come l’asset allocation sia al centro del processo di investimento della casa. Processo suddiviso in due livelli di lavoro: il processo decisionale e la definizione di uno scenario centrale/scenario alternativo. Un’asset allocation quindi composta da:

  • Analisi macro: monitoraggio degli indicatori principali; PIL, indici dei prezzi al consumo, produzione industriale, ISM/PMI, CPI; politiche FED/BCE; immobiliare: S&P/Case-Shiller, costruzioni, ecc.
  • Analisi micro: variazione margini; risultati attesi e momentum; commenti delle società quotate.
  • Analisi tecnica: indicatori di sensazione, volatilità, prezzo, volume, momentum e RSI; curva dei rendimenti; segni grafici di overlay, ipervenduto.
  • Monitoraggio delle valutazioni: premio di rischio; PE degli indici, PE relativo.

“Confrontiamo quello che vediamo a livello macro e confermato dal top management delle aziende che incontriamo”, afferma Chauvellier.

L’esperta evidenzia come i fondamentali dei mercati azionari siano “eccezionali”, con una crescita globale già al 4% e rendimenti obbligazionari reali ancora allo 0%. In questo senso, a detta della manager, le Banche centrali si stanno già adeguando, con un livello di inflazione significativamente inferiore al target che queste istituzioni si sono imposte.

“In Europa, il rischio di rialzo rispetto alle attese economiche è più contenuto, le previsioni di consensus degli economisti indicano una crescita del PIL nell’Eurozona, ma con ancora un’enorme capacità inutilizzata nel mercato del lavoro (Germania esclusa). Il sud Europa sta tuttavia uscendo dalla morsa dell’indebitamento, con una crescita nominale del PIL medio di Italia, Spagna, Portogallo e Grecia contro una diminuzione del tasso di interesse medio sul debito pubblico. La crescita del PIL pro-capite italiano è leggermente al di sopra del trend. Nella nostra strategia, investiamo nel settore bancario italiano, dato che, a nostro parere, gli istituti di credito del Belpaese vantano di valutazioni attraenti che rappresentano delle opportunità”, afferma.

Stéphane Furet, CEO e gestore di Dorval AM, si sofferma sull’esposizione azionaria europea della società, che risulta ancora più attiva rispetto al passato. Quello attuale, rappresenta per il manager un contesto favorevole alla diversificazione, dove la correlazione media tra le variazioni percentuali mensili negli indici Paese MSCI è dello 0,6%, mentre quella negli indici settoriali MSCI AC sfiora lo 0,52%.

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“È importante oggi investire nei ‘buoni segnali’. I nostri temi di investimento preferiti, a livello globale, possono essere racchiusi in quattro macroaree:

  • Europa meridionale e altre economie europee in ripresa: obbligazioni periferiche, un paniere di 17 banche europee soprattutto nell’Europa meridionale, un paniere di 14 titoli del settore costruzioni esposti principalmente all’Europa continentale, un paniere di 15 mid cap selezionate dai nostri esperti europei (titoli ciclici e infotech);
  • Ripresa interna del Giappone: un paniere di 40 mid cap giapponesi con un’esposizione di almeno l’80% all’economia interna;
  • Ripresa disinflazionistica in alcuni mercati emergenti: Obbligazioni sovrane e corporate in Brasile, India, Messico e Sudafrica, un paniere di 32 società dei Paesi emergenti esposte alla domanda interna e a tassi di interesse inferiori;
  • Titoli tecnologici globali: un paniere di 25 società high-tech principalmente statunitensi”.

Il Dorval Convictions (rating Consistente Funds People 2018)

Un approccio che secondo la casa si distingue dalla concorrenza è quello del Dorval Convictions, un fondo multi-asset flessibile che vanta del rating Consistente Funds People 2018. Gestito da Furet e il suo team, il prodotto è considerato dal manager come l’unico che abbia una flessibilità azionaria che va dallo 0 al 100%. Una “flessibilità estrema”, quindi, con una capacità di attutire al ribasso e catturare i movimenti al rialzo. “È sempre difficile definire la qualità, ma quando questa manca ce ne accorgiamo subito”, afferma il manager. Il fondo è di tipo high-conviction, e gestito attivamente con un processo che unisce l’asset allocation allo stock picking. L’obiettivo è quello di performare nel lungo termine, sovraperformare l’indice di riferimento (50% EONIA capitalizzato, 50% EUROSTOXX 50 DNR) nell’arco di un periodo di tre anni, caratterizzato da un’asimmetria nel profilo di rischio e un monitoraggio della volatilità.

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Fonte: Dorval AM.

“Una gestione flessibile dallo 0 al 100% si adatta quindi alle evoluzioni del contesto economico. L’esposizione azionaria è flessibile in funzione della volatilità, la gestione patrimoniale è di tipo proattivo (ovvero con un’allocazione dinamica del capitale per attenuare i rischi legati alle azioni) e uno stock picking dall’intero spettro delle capitalizzazioni di mercato. La strategia investe sia in grandi società, per ottenere liquidità e visibilità, sia in PMI per beneficiare dell’effetto di accelerazione della loro performance”, conclude Furet.

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