La parola chiave del futuro dell’industria è efficienza


L’industria del risparmio gestito ha subito profondi cambiamenti negli ultimi anni. Struttura e modello organizzativo sono stati messi in discussione sia da MiFID II sia dalle dinamiche concorrenziali. La costruzione di nuovi prodotti, inoltre, risulta sempre più mirata rispetto alle esigenze del canale distributivo e in ultima istanza del cliente finale. “Vediamo una razionalizzazione dell’offerta, una semplificazione nella tipologia di strumenti e una maggiore partecipazione e contributo delle reti di distribuzione al processo di ideazione e implementazione di nuove soluzioni di investimento”, conferma Lorenzo Alfieri, country head di J.P. Morgan Asset Management per l'Italia.

“La catena del valore si accorcia”, prosegue, “con i produttori sempre più vicini ai distributori, interfacciandosi in modo più costante e fungendo, laddove è possibile, da punto di riferimento per iniziative formative”. Nell’ambito delle reti commerciali e delle società prodotto trovano dunque sempre più spazio quelle professionalità che hanno non solo competenze in materia finanziaria ma anche spiccate capacità formative. “Non basta più conoscere a fondo il funzionamento dei prodotti”, specifica Alfieri sul punto, “ma è sempre più importante saper trasferire le informazioni in modo adeguato e specializzarsi su un determinato canale distributivo data la differente modalità di approccio necessaria per essere realmente efficaci”.

Tecnologia e sostenibilità per creare efficienza

Per quanto riguarda più specificamente la gestione, l’innovazione tecnologica è il principale fattore di cambiamento, insieme al crescente interesse per la sostenibilità. “Aumentano le professionalità legate all’ambito della data anlysis poiché la mole di dati è cresciuta enormemente ed è inoltre necessario ricercare nuove modalità di interpretazione e combinazione delle informazioni disponibili”, afferma il country head di J.P. Morgan Asset Management per l'Italia. “È corretto guardare alle tematiche ESG”, sostiene inoltre sul secondo driver di mutamento, “perché rappresentano valori per identificare le realtà migliori”.

L’innovazione nell’ambito dell’industria della gestione del risparmio non deve dunque essere intesa in modo astratto ma come un sinonimo di efficienza. Questo secondo Alfieri il concetto basilare per continuare a crescere come settore e come singolo asset manager.

Pianificazione e nuove sinergie

La pianificazione finanziaria è un concetto che è sempre più presente nell’approccio degli investitori. I dati di raccolta relativi al risparmio gestito degli ultimi anni certificano una crescita sostanziale a prescindere dagli alti e bassi determinati dalle fasi alterne dei mercati. “Questo testimonia”, commenta Alfieri, “come l’investitore italiano stia crescendo in cultura finanziaria dopo aver abbandonato i porti più o meno sicuri rappresentati in passato da titoli di Stato e dai bond bancari, guardando sempre più alla diversificazione come valore”. La strada verso una modalità di investimento più consapevole e evoluta da un punto di vista di cultura finanziaria è, secondo il country head di J.P. Morgan Asset Management per l'Italia, tracciata e proseguirà. “Ne è un esempio”, conclude, “l’abbandono della contrapposizione tra investimento attivo e passivo, ricomposta in nome del riconoscimento di un valore specifico e complementare ad entrambe le soluzioni”.

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