La flessibilità è la chiave dell’investimento obbligazionario


Muoversi in un mondo a tassi zero richiede nuove abilità per gli investitori di fixed income, che sono costretti ad esplorare l’alpha prendendo in considerazione tutti i fattori di rischio che possono presentarsi sul mercato e andando ben oltre la semplice allocazione tradizionale in btp e treasury. Ne abbiamo parlato in occasione della seconda parte della tavola rotonda organizzata da Funds People sul mercato obbligazionario.   

La flessibilità è il segreto del successo. “A livello globale si può anche seguire il beta di mercato per la maggior parte dei segmenti fixed income, ma in Europa, con i tassi vicino allo zero, è necessario saper sfruttare le opportunità derivanti dalla volatilità. Oggi il mercato dipende troppo dalla  politiche delle Banche centrali e la principale sfida è quella di star dietro a queste”, spiega David Roberts, head of Fixed Income di Liontrust. “Per esempio quando il presidente della Banca centrale svizzera ha dichiarato che i tassi bassi sono favorevoli per l’economia, ma hanno degli effetti negativi sulla società, le conseguenze sono state quelle di far muovere i rendimenti dei bond svizzeri verso l’alto. Normalmente questi si aggirano intorno ai 40pb in meno rispetto a quelli della Germania, in quella occasione lo spread arrivò a 20 pb. Il nostro lavoro fu quello di capire le ragioni di quei movimenti e saper sfruttare tutta la volatilità che si era creata in quel momento”, aggiunge Roberts. L’esperto al momento ha una visione bearish sui bond e non vede possibilità di guadagno direzionali nel breve termine, ma solo attraverso la parte alpha.

Per Carlo Bodo, CAIA, responsabile Obbligazionario Direzione Investimenti di Ersel Asset Management SGR sarà importante isolare il rischio tasso. “E’ molto improbabile che quest’anno si possano ottenere i livelli di performance del 2019, la flessibilità degli investimenti obbligazionari diventa quindi un elemento chiave. Cercheremo di hedgiare il rischio tasso attraverso fonti di alpha alternative, soprattutto per la parte investment grade. Ricercheremo un extra-rendimento sul reddito fisso grazie a operazioni di relative value, ad esempio investendo sull’inflazione, la cosiddetta 'break-even inflation', ossia andando corti di governativo nominale e lunghi di governativo legato all’inflazione.  Questo tipo di investimenti, tende a migliorare con il ciclo economico e sarà favorito dalle politiche delle Banche centrali”.

La ricerca di rendimento può portare a focalizzarsi su asset class alternative che siano complementari ai segmenti di reddito fisso selezionati. “Bisogna dare un maggior valore alle currency, per ottenere extra-performance nei portafogli non denominati in euro (come quelli in dollari e in franchi svizzeri)”, dichiara Charles Diebel, head of Fixed Income Strategy di Mediolanum International. “D'altronde è importante costruire sempre un portafoglio di qualità. Per esempio l’anno scorso il debito dei Paesi emergenti in hard currency ha ottenuto buoni risultati, ma per noi era comunque importante proteggersi da qualsiasi rischio idiosincratico, non si trattava solo di comprare un emerging market bond, ma di capire anche quali pressioni potesse subire. Tuttavia era una delle poche diversificazioni che si potevano attribuire al portafoglio”, aggiunge.

Anche la componente core del portafoglio obbligazionario di Amundi SGR rimane focalizzata sull’alta qualità, privilegiando nel segmento governativo la componente statunitense e soprattutto i prodotti a spread con rating investment grade, e anche i titoli periferici in Europa. “Per la parte satellite del portafoglio prediligiamo sia gli high yield di maggiore qualità che gli emergenti, soprattutto quelli in divisa forte perché sono attraenti da un punto di vista del carry di rendimento”, spiega Sergio Bertoncini, strategist del Credito di Amundi SGR.

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