Qual è l'impatto della disruption sugli investimenti tematici?


Il coronavirus è un esempio lampante di come la globalizzazione abbia esposto il sistema sanitario globale a maggiori rischi e a forti pressioni sia nei mercati emergenti che in quelli sviluppati. Inoltre, gli sforzi per la limitazione dei contagi da parte dei principali Paesi coinvolti, hanno portato al rafforzamento di alcuni particolari segmenti, quali la telemedicina e la produzione dispositivi medici, evidenziando un altro aspetto che non può essere ormai trascurato: l’importanza della disruption tecnologica a supporto del settore healthcare. L’innovazione sanitaria non solo crea nuovi mercati, e quindi nuove opportunità per gli investitori, ma ha anche un forte impatto sociale, dando la possibilità di migliorare la qualità di vita delle popolazioni. Marco Cianflone, portfolio manager di Sectoral AM, ne ha fatto la sua filosofia di gestione, ed è stato uno spunto interessante per la tavola rotonda organizzata da FundsPeople su come la disruption e i nuovi rischi economici possano impattare i portafogli.

“Viviamo in un mondo in cui la digitalizzazione della sanità si tramuta in esperienza del paziente, non si può parlare più solo di customer experience”, commenta Marco Cianflone nell’evidenziare come l’evoluzione digitale abbia colpito anche l’healthcare, tirando fuori tutte le sue potenzialità di crescita e sviluppo per soddisfare al meglio i bisogni della popolazione e ampliare la quota di persone. A monte ci sono delle ragioni demografiche. Tra il 2015 e il 2050 la popolazione mondiale degli over 65 crescerà di 900 milioni circa, con il conseguente aumento della spesa sanitaria, trainata da Stati Uniti e Cina. “I costi per la sanità aumenteranno tra il 2018 e il 2020 del 5,5% annuo negli USA, mentre nel periodo che va dal 2004 al 2020 in Cina si registrerà un aumento dell’800%”, aggiunge l’esperto. È un trend quindi destinato a crescere, che influenza diversi settori dal farmaceutico, che offre nuovi prodotti, al biotech e alla telemedicina che migliora e digitalizza la diagnostica.

I trend da tenere d’occhio per i fund selector

Da un lato c’è la disruption tecnologica dall’altro il problema del cambiamento climatico che si sta affermando sempre più come rischio economico. Sono queste le due principali macro-tendenze a cui gli investitori guardano con maggiore attenzione, perché possono rappresentare reali sfide ma anche opportunità per le loro asset allocation. “Quando parliamo di fondi tematici normalmente pensiamo a trend strutturali, con prospettive di crescita di lungo periodo, robuste e resilienti, e sicuramente innovazione tecnologica e disruption rientrano in questo contesto”, dichiara Rossana Brambilla, head of Multi-Asset and Multi-Manager Responsible Investing di Sella SGR.  L’approccio usato a tal proposito è di tipo multisettoriale, “il vero fondo tematico lo intendiamo esposto a più di un settore, e la nostra analisi di un fondo di questo tipo prevede prima di tutto l’identificazione dei criteri di definizione dell’universo investibile, ossia percentuale dei ricavi minima di esposizione a determinati temi; successivamente valutiamo attentamente il livello di diversificazione settoriale, per area geografica e per size”, conclude la fund selector.

“Disruption è la nuova normalità”, dichiara invece Antonio Ligori, responsabile Asset Allocation di Mediobanca Sgr. Pertanto non è più possibile considerarla come qualcosa di marginale alle analisi, ma si tratta di un concetto che deve essere integrato. Più settori possono essere esposti alla stessa tematica, e presentare quindi caratteristiche diverse da quelle a cui siamo abituati, l’healthcare ne è un esempio. È il settore difensivo per antonomasia, eppure oggi è necessaria una valutazione più accurata nello stock picking, dato che alcune società potrebbero non presentare solo elementi anticiclici. “Dal momento che esistono player specializzati in determinate tematiche è opportuno usare un approccio in outsourcing, cioè affidarsi, per questa tipologia di investimenti, a fondi di fondi che abbiano le expertise giuste per analizzare le prospettive di crescita di lungo periodo”, aggiunge l’esperto.

Al contrario Andrea Dolsa, VDG e CIO di Euromobiliare AM SGR negli investimenti tematici preferisce adottare un approccio quantitativo interno al fine di filtrare il numero di aziende su cui investire, seguito da un approccio discrezionale e unendo ai criteri di selezione i filtri ESG per determinare gli score interni. “È importante avere un processo di selezione proprietario, se non si hanno le giuste competenze  non si possono controllare tutti gli step del processo di investimento.”, conclude il responsabile investimenti.

Professionisti
Società

Notizie correlate

Anterior 1 2 Siguiente