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La correzione degli indici azionari è già in corso


Il vento sui mercati sta cambiando direzione. Da giorni ormai si registrano sell off che si abbattono come tornadi sull’azionario e i bond a livello globale. Ieri le borse europee chiudevano tutte in rosso, trascinate da quello che è stato un venerdì nero per Wall Street. Non è detto che sia l’inizio di uno shock (così come alcuni pronosticano) ma di certo queste avvisaglie hanno messo in guardia gli investitori. Tassi, inflazione, reflazione, mercato orso, Federal Reserve e Bce, ma anche bolle speculative sono i termini che si utilizzano di più nelle ultime ore. La preoccupazione di una reale crescita dell’inflazione e di un rialzo dei tassi americani (ben oltre le tre volte prospettate e forse già scontate nel 2018), hanno spaventato i mercati. Al di qua dell’oceano poi c’è l’idea che la Bce potrebbe perfino chiudere in anticipo il programma di quantitative easing, se l’inflazione dovesse diventare un problema.

Ad ogni modo una correzione “di dimensioni che non si vedevano da tempo” degli indici azionari sembra sia già in corso, almeno secondo Paolo Marongiu, portfolio manager di Sofia Gestione del Patrimonio SGR. “La scorsa settimana il focus si è rivolto alla Federal Reserve, con l’ultimo meeting presieduto da Janet Yellen. I più hanno interpretato il messaggio del FOMC come hawkish, cioè portatore di ulteriori rialzi dei tassi in misura perfino superiore rispetto alle attese. Il movimento sui rendimenti decennali è evidente sia in Europa che in America, idem dicasi per i tassi a breve. Per quanto riguarda la mappa temporale prevista per l’annata, siamo nel vivo della prima fase di correzione che ci attendevamo”, commenta l’esperto. “Ora che i mercati sono scesi e il premio al rischio si è riportato su valori più attraenti, posto che la struttura macro e del trend dei mercati rimane positiva e, anzi, si attendono belle sorprese dal dato del GDP del prossimo trimestre, può essere interessante valutare nuovamente l’azionario”, aggiunge.

Due strade possibili nel breve periodo

Per Marongiu adesso ci sono due ipotesi al vaglio, che potrebbero catalizzare l’andamento delle borse. O “potremmo assistere ad un rimbalzo”, spiega, oppure “potrebbe prima verificarsi un’amplificazione della discesa qualora il mondo degli investitori in ETF retail dovesse riversare ordini di vendita sull’onda del disappunto per il ribasso di questi giorni. L’enorme crescita delle masse investite nei passivi ha portato sul mercato azionario in via diretta molti investitori caratterizzati da un’inadeguata tolleranza al rischio, cosa tipica peraltro degli investitori al dettaglio: questo sarà un fattore che porterà maggiore volatilità in certe fasi di questo 2018”, conclude il gestore.

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