La consulenza finanziaria si basa sulla fiducia


Quante volte abbiamo sentito la frase "ci vuole moltissimo tempo per conquistare la fiducia e un secondo per perderla"? In occasione della prima giornata bolognese di ConsulenTia 2019 Stefano Zamagni, economista e professore di economia Politica Università di Bologna, è intervenuto alla tavolta rotonda intitolata "Il ruolo del consulente finanziario nell'era della trasparenza: etica, competenze, remunerazione", ricordando l’importanza del tema della fiducia nel settore. “Il consulente non ha solo la responsabilità del servizio che offre, ma deve anche entrare in empatia con il cliente”.

Con empatia si intende la capacità di mettersi al posto dell’altro: “Nel momento in cui si da un consiglio d’investimento, bisogna assumersi la condizione di necessità del cliente. Tutto ciò non può prescindere dal concetto di competenza. L’expertise del consulente finanziario è la corda che lega la finanza all’economia reale”.

Un comportamento etico non si basa su una legge scritta, ma è qualcosa che in molto casi è più forte di un regolamento. “La responsabilità va di pari passo con la fiducia”, ha sottolineato Maurizio Bufi, presidente Anasf (in foto). “La fiducia non dipende solo dai consulenti finanziari, ma riguarda tutta l’industria del risparmio gestito”. 

Anche secondo Anna Genovese, commissario Consob il tema coinvolge tutti i livelli. Secondo i dati sul livello di educazione finanziaria in Europa, l’Italia è il fanalino di coda. “Questo implica che se il cliente ha un basso livello di conoscenza finanziaria, deve avere per forza un alto livello di fiducia nel proprio consulente”, spiega l’esperta. “È necessario un dialogo costruttivo tra le parti affinché il consulente possa soddisfare in modo adeguato le aspettative del risparmiatore. Inoltre, la responsabilità del consulente è di essere costantemente aggiornato". 

Remunerazione

Quando si parla di fare sistema, si intende che ognuno deve svolgere il proprio ruolo nei migliori dei modi: “Bisogna cercare di creare valore lungo tutta la catena per tutti gli stakeholder ed è giusto che il consulente sia giustamente remunerato”, spiega Bufi.

Anche il commissario Consob tocca il tema della remunerazione. “La normativa ha come obiettivo ridurre il conflitto d’interesse, ma non definisce quanto deve essere in termini concreti la giusta remunerazione. L’idea è di ridurre gli incentivi che possono disallineare gli interessi tra consulente e risparmiatore”, conclude Genovese. 

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