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La gestione delle emozioni


Contributo a cura di Federico Ridella, membro del team di consulenza di Moneyfarm.

l compito del consulente finanziario è quello di aiutare le persone a fare delle scelte di investimento che siano più possibile efficienti e corrette. Per riuscirci non basta conoscere a fondo le regole che muovono i mercati finanziari, ma bisogna soprattutto capire la dinamica dei processi decisionali e delle emozioni. Anche se potrebbe non sembrare ovvio, interpretare il modo di ragionare e i tratti caratteriali degli investitori è una delle parti più importanti del lavoro e in questo articolo proverò a spiegare perché.

Il problema delle scelte
Per capire l’importanza dell’argomento è opportuno partire dalla nostra esperienza quotidiana. Le nostre giornate e, quindi, la nostra vita sono scandite da scelte e azioni. Quale cravatta mi metto questa mattina? Posso attraversare la strada senza rischiare di essere investito? Mi faccio un caffè? Dove vado in vacanza? Mi sposo?Centinaia di scelte al giorno: non sempre è possibile mettere in piedi un processo decisionale ottimale. A volte a guidarci sono le abitudini e i gusti personali o magari la scarsa conoscenza di un argomento ci condiziona. 

Per fortuna non tutte le scelte hanno la stessa importanza.  Moltissime scelte con un impatto quasi minimo e pochissime scelte con un impatto cruciale. Ecco, scegliere la soluzione migliore per i propri risparmi è una di queste, soprattutto quando si investe per il lungo termine con l’obiettivo di proteggere e accrescere il proprio risparmio. Si sceglie una soluzione e magari si rimane vincolati ad essa per 20 anni o anche di più nel caso del piano previdenziale. Una scelta che è meglio non sbagliare, perché non si torna indietro nel tempo. Per un risparmiatore operare le scelte di investimento in linea con la propria situazione ha due principali difficoltà: una più ovvia riguarda la conoscenza specifica della materia. Ogni professionista è un esperto del proprio campo, ma non tutti sono tenuti a comprendere a fondo i meccanismi della borsa, delle obbligazioni e dei mercati.

La seconda difficoltà è meno evidente e ha proprio a che fare con i meccanismi che ci portano a prendere le decisioni. In questo caso abitudini, gusti, scarsa conoscenza della materia, stato emotivo, limiti di tempo ci danno spesso l’impressione che stiamo approcciando le nostre scelte in modo razionale, quando in realtà ci stiamo basando su processi decisionali che di razionale hanno ben poco.

Il compito di un consulente è proprio quello di aiutarvi a superare queste due difficoltà: da un lato facilitando l’accesso alla conoscenza specifica dei mercati finanziari e dall’altro supportando il risparmiatore nel proprio processo decisionale. Sulla carta sembra facile, ma non lo è affatto. Scegliere la soluzione più adatta non solo alla nostra esigenza ma anche al nostro profilo psicologico è complesso, anche perché durante un percorso di investimento intervengono tentazioni e dinamiche cognitive ed emotive che possono portarci a fare la scelta sbagliata.

Finanza comportamentale e bias
Studiare queste distorsioni, in gergo tecnico bias, è compito della finanza comportamentale, ovvero la materia che unisce competenze psicologiche ed economiche per studiare la reazione degli individui quando sono posti in situazioni di scelta. Prima dell’avvento delle scienze comportamentali, la teoria economica dominante assumeva che le persone prendessero decisioni perfettamente razionali. Inserendo i bias nell’equazione è possibile ottenere una rappresentazione molto più sofisticata della realtà. La finanza comportamentale ha teorizzato decine di bias ovvero distorsioni del processo decisionale. I bias sono tantissimi e hanno effetti sia nelle nostre decisioni di tutti i giorni che in quelle che riguardano la nostra situazione finanziaria.

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